CANINO – “Si è tenuto oggi giovedi 16 aprile alle ore 11,00 presso la sede della Cooperativa Doganella, una riunione a cui hanno partecipato più di 150 allevatori della provincia di Viterbo. La riunione organizzata dalla stessa cooperativa, verteva sul gravissimo problema della febbre catarrale degli ovini, una malattia che colpisce gli ovini e rischia di ridurre ai minimi termini i branchi degli allevatori.

 

Alla riunione era stato invitato il dott. Mario Capai della Asl di Nuoro Sardegna, che nell’isola ha già vaccinato solo quest’anno oltre un milione di capi ovini ed il dott. Luis Marquez esperto veterinario che gira tra gli allevamenti del viterbese dispensando degli ottimi consigli. Le autorità veterinarie della Asl hanno garantito la loro presenza con il dott. Giuseppe Cesetti del comprensorio di Tarquinia e del Dott. Cesare Ricci del comprensorio di Montefiascone, ha presieduto la riunione il Presidente della Cooperativa Doganella Giorgio Parrano. Dopo aver aperto la seduta, il Presidente ha dato la parola all’ospite Sardo il dott. Capai che ha illustrato agli allevatori tutta la cronistoria di questa malattia dagli arbori del 2001 fino ad oggi ed il suo sviluppo nella Regione Sardegna patria degli allevamenti Zootecnici.

 

Ha dato diversi ottimi consigli agli allevatori presenti e li ha invitati a fare il vaccino, perché come da lui ribadito, non produce effetti negativi, a differenza di quello di alcuni anni fa che aveva fatto stragi negli allevamenti, portando diverse stalle alla chiusura. SI è aperto un vivace dibattito sull’argomento, da cui si è capito che mentre in Sardegna tutti gli allevamenti avevano effettuato il vaccino per la Blue Tongue, nel Lazio, dove la Regione è carente di vaccini che possano coprire tutti i capi presenti, così come ribadito dal Dott. Cesetti della Asl, con tutta la buona volontà che potremo mettere, riusciremo a coprire forse il 10% del patrimonio zootecnico della provincia, si rischia di fare un buco nell’acqua, vista l’esiguità del prodotto disponibile e non acquistabile nemmeno privatamente.

 

La colpa di ciò andrebbe ricercata nella poca comunicazione tra associazioni di categoria, asl e Regione Lazio così come è vero pure che, nel passato, avendo il vaccino fatto dei danni mostruosi, lo stesso pastore era poco propenso a farlo e di conseguenza siamo arrivati a primavera con nessun vaccino effettuato e per chi non ha ancora fatto o farà domanda per averlo, c’è pure il rischio che in caso di contaminazione e perdita del capitale ovino, la stessa Regione Lazio non rimborserà l’allevatore dei danni subiti.

 

Fermo restando la scarsità di prodotto per la stagione in corso, anche se il Dott. Cesetti in finale ha detto che la Regione Lazio potrebbe ricevere gli avanzi di vaccino inutilizzati nelle altre regioni e raggiungere magari anche un 30/40% di copertura, i pastori però sono già preoccupati per la prossima campagna, che in caso di proliferare della malattia, in due anni potrebbe davvero dare il colpo di grazia a questo settore che si sta piano piano rialzando dalle ginocchia, anche se incombe sempre sugli allevamenti, un’altra seria problematica, la presenza di Lupi, che di notte ed addirittura in alcuni casi anche di giorno, attaccano il gregge mietendo diverse vittime tra agnelli e pecore, ma questa è una problematica che andrà trattata a parte”.

 

Angelo Bachini
Responsabile latte della Cooperativa Doganella

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