La federazione del Sociale dell’Usb Viterbo lancia un questionario anonimo affinchè tutti i lavoratori possano denunciare le condizioni a cui sono sottoposti.

Nella giornata del 1 maggio, Festa Internazionale dei Lavoratori, l’Usb Viterbo lancia pubblicamente l’inchiesta nel settore agricolo. Braccianti e contadini potranno denunciare le condizioni di lavoro che vivono tutti i giorni sui campi, attraverso un questionario completamente anonimo.

L’inchiesta non è un mero esercizio teorico, ma nasce dall’urgenza di comprendere, attraverso le loro stesse parole, le condizioni reali dei lavoratori al di là dei soli dati ufficiali, a maggior ragione visto che il 60% opera in nero e sfugge alle mappature ufficiali.

Per raccogliere prendiamo 50 euro a giornata, alle otto stiamo sul posto, poi non so bene, ce ne andiamo alle otto o alle nove di sera. Lavoriamo sempre, ci fermiamo mezz’ora, un panino, portiamo una bottiglia di vino per tutti e ricominciamo.
Diamo spesso anche il bagno alle piante e secchiamo l’erba se no con il caldo poi non puoi raccogliere, le nocciole le perdi nell’erba alta, non ce la fai.
Un contratto l’ho firmato, però non so bene, forse era a giornata. I soldi me li danno un pò e un pò, qualcosa me lo versa in banca e qualcosa me lo dà in mano direttamente, per le spese correnti. Quelli in banca li usa mia moglie, vive a Napoli con la bambina.

Queste le parole di un ragazzo che si occupa di potatura, innesti e concimazione nella provincia di Viterbo. Lui come come altri opera senza alcuna misura di sicurezza né per i prodotti chimici, né per i raggi solari, né tantomeno per gli strumenti da taglio. Non gli sono mai stati forniti e non pensano siano utili.

In questo contesto, gli infortuni con esito mortale nel Lazio sono aumentati del 30% in un anno (dati Inail), mentre gli infortuni totali arrivano a 1264, quasi 300 nella sola Tuscia.
Il ruolo dell’inchiesta e del questionario anonimo, è quello di far emergere le situazioni di estrema precarietà e mancanza di sicurezza in cui i lavoratori sono costretti a muoversi con lo scopo di informare sui propri diritti e gli obblighi dei datori.

La Federazione del Sociale dell’Usb, con il supporto degli stessi lavoratori, fornisce strumenti di azione immediati e concreti che braccianti e contadini possono agire tutti i giorni.
Non si deve più morire sui campi, di fame o sotto il sole, o maciullati nel tentativo di raggiungerli. L’agricoltura deve tornare ad essere identità culturale, patto e rispetto con la natura e non solo strumento di profitto in mano alle multinazionali della Grande distribuzione organizzata.

Compila il questionario al link: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScziWEiz9nn1v7wIhCm9ZwBVF7wUv9JvnBLG9lSP4c989HQ-Q/viewform?usp=sf_link

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