Eccellenza assoluta riconosciuta dell’olio Dop italiano, Canino è tornato protagonista grazie ad un progetto di rete di impresa come leva per il turismo di eccellenza. Ecco i risultati di “Discovery Canino”, decollato grazie a un bando della Regione Lazio. Parlano i protagonisti.

Eccellenza assoluta riconosciuta dell’olio Dop italiano, Canino è tornato protagonista grazie ad un progetto di rete di impresa come leva per il turismo di eccellenza. Un progetto, “Discovery Canino”, che ha coinvolto diverse amministrazioni pubbliche, promotori come Confesercenti Viterbo e la quasi totalità delle aziende presenti sul territorio. Insomma, un’eccellenza della Tuscia non più vista da solo dal punto di vista economico e produttivo, ma al centro di una nuova forma di turismo di qualità.

In una conferenza tenuta presso il Comune di Canino, e alla quale hanno partecipato i protagonisti del progetto, è stato fatto un primo bilancio di un’attività iniziata sfruttando le opportunità offerte da un bando della Regione Lazio e portata avanti con grande coinvolgimento e determinazione

“Il progetto –spiega Vincenzo Peparello, presidente di Confesercenti Viterbo – è nato da un partenariato pubblico-privato relativamente a un bando della regione Lazio che appunto finanziava le reti di impresa su strada. Le finalità del progetto erano di calamitare energie per valorizzare la località che, appunto, mettevano in piedi il progetto stesso. Cosa che, con l’Amministrazione comunale, altre Istituzioni e le forze sociali e imprenditoriali di Canino abbiamo svolto al meglio. E qui, mi su perdoni l’autocitazione, credo che in questo quadro positivo un ruolo chiave l’abbia avuto Confesercenti”.

“Delivery Canino – afferma da pare sua il sindaco Lina Novelli – ha conquistato tutti. Una soddisfazione grande per una comunità che da sempre sta investendo sulla progettualità che riguarda sia il prodotto olio che la capacità di promuovere e valorizzare un territorio, ricco di natura e di storia. Basti pensare solo alle rimanenze etrusche, a quelle medioevali, a quelle del Rinascimento e al principato bonapartiano con Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone e protagonista del 18 brumaio a Parigi, che qui ha risieduto come principe di Canino e Musignano dal 1824 al 1840, segnando un’epoca di cui restano varie testimonianze e venendovi sepolto insieme ad altri membri della sua famiglia (la cappella gentilizia Bonaparte, realizzata dal grande scultore Luigi Pampaloni, si trova nella chiesa Collegiata, con le tombe di Luciano, della seconda moglie Alexandrine de Blechamp, di un loro figlio morto prematuramente e del cenotafio del padre di Luciano e Napoleone, Pietro, ndr)”. Quindi, le caratteristiche materiali e immateriali di un prodotto come l’olio Dop che fanno sistema con la capacità del territorio di esprimere la vocazione agricola, la storia e le bellezze ambientali”.

Un progetto, “Delivery Canino”, che ha riguardato più campi di applicazione, come spiega l’architetto Maria Giuseppina Gimma, che del progetto ha curato ogni dettaglio, sia in fase di proposta che di realizzazione: “Il progetto stato diviso per macro aree, per poter avere tutto quello che può servire a chi viene a visitare Canino e il suo ‘pool’ di eccellenze integrate. Una spinta, quindi, alla valorizzazione del territorio in maniera che si possa implementare la parte commerciale e quella industriale”.

“In una realtà non certo grande come Canino – rileva un altro protagonista fondamentale del progetto, l’imprenditore Silverio Salvi, presidente della realtà associativa del territorio che ha collaborato in maniera fondamentale alla riuscita dell’iniziativa progettuale – hanno aderito al progetto 56 imprese locali, ossia la stragrande maggioranza. Un successo che è andato al di là di ogni previsione”.

Commenta con il tuo account Facebook