Cinquecento pastori uniti e compatti si sono ritrovati, nella manifestazione che si è tenuta ieri mattina nella zona Riello del capoluogo di provincia Viterbo, per reclamare il loro diritto sulla valorizzazione del latte.

La protesta partita dalla Sardegna, si sta diffondendo un po’ ovunque sul territorio nazionale e non poteva mancare nella provincia viterbese che ha un’alta quota di ovini-cultura, che raccoglie intorno a se pastori di tutto l’Alto Lazio, la Sabina, la Bassa Maremma senza dimenticare la zona dell’umbra provincia di Terni.

Va sottolineato che un forte legame lega queste zone con la Sardegna in considerazione che una buona parte dei pastori che allevano ed hanno greggi qui sul continente, come dicono loro, sono proprio persone Sarde che si sono trasferite nel centro Italia per cui ormai pastori locali e Sardi, costituiscono un’unica famiglia ben amalgamata in un rapporto di alta cordialità con schietta e serena amicizia.

Una grande quantità di latte è stata versata sulla strada in segno di protesta; una protesta che, ha chiamato in causa oltre che i vari caseifici produttori del pecorino romano, anche le istituzioni sindacali e patronati tradizionali, come la Coldiretti, che si occupano di tutti i settori del mondo agricolo e della tutela degli operatori agricoli tacciandoli di alto assenteismo e poco interesse nei loro confronti.

In questo contesto, i vari oratori che hanno preso la parola, dopo lo sversamento del latte in strada, durante la manifestazione, prima hanno invitato tutti presenti, possessori di tessere di questi Patronati e rimetterli a loro, poi hanno invitato tutti i presenti ad aderire ad una nascente organizzazione avente, come direttivo, solo pastori in attività, con lo slogan: “di questi patronati burocrati non sappiamo più cosa farcene; di questi patronati che dei nostri problemi se ne sono sempre dimenticati e ci hanno lasciati soli ed oggi, qui, di loro non ce n’è alcuno, siamo stufi. Siamo noi che dobbiamo tutelare i nostri interessi, il demandare ad altri i nostri problemi, stiamo vedendo che non ha funzionato e non funziona”.

L’oggetto della manifestazione è ormai a tutti noto; i pastori, in piazza, hanno ribadito la loro richiesta che il loro latte venga pagato un Euro al litro più I.V.A. affermando che il prezzo del latte lo deve fare chi lo produce; il pastore e non la burocrazia politica o, soprattutto i caseifici, sottolineando che il formaggio fatto con latte non di pecora e di capra, non può considerarsi vero formaggio pecorino.

Alla manifestazione, oltre il comitato organizzatore della protesta, erano presenti il sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena, il senatore della lega Umberto Fusco, il consigliere della Lega al comune di Viterbo Stefano Caporossi che hanno ampiamente condiviso la manifestazione ed hanno espresso la loro concreta vicinanza ai dimostranti in rivolta.

Pietro Brigliozzi