Massimo Basili confermato segretario provinciale dell’Unione generale del lavoro di Viterbo. Lo ha deciso il congresso tenutosi ieri all’Hotel Salus Terme, sul tema “ Tuscia: prospettive e aspettative di rilancio”.

Alla manifestazione hanno partecipato anche i parlamentari del territorio, il senatore Umberto Fusco e il deputato Mauro Rotelli; il vice sindaco del Comune di Viterbo, Enrico Maria Contardo, e l’assessore ai Servizi sociali Antonella Sberna; il direttore di Federlazio Viterbo, Giuseppe Crea. Presente al momento congressuale viterbese il vice segretario nazionale Luca Malcotti.

Nel suo intervento, il segretario uscente Basili, poi confermato nel suo ruolo dal voto degli iscritti, dopo aver rivolto un saluto a tutti i presenti, ha analizzato il ruolo del sindacato e le cause della profonda crisi che le organizzazioni stanno in questa delicata fase politica e sociale. Ma secondo il rappresentante UGL il sindacato oggi ha ancora un valore importante, soprattutto in termini contrattazione. Tre i filoni principali di intervento al centro dell’azione sindacale dell’UGL: lavoro, tutela e crescita del reddito, inclusione e difesa dello stato sociale. Anche in ambito locale, dove l’Unione generale del lavoro ha fatto registrare in questi ultimi anni una crescita costante di consensi. “Come UGL di Viterbo oggi da questo appuntamento congressuale proponiamo la costruzione di un progetto per il lavoro coinvolgendo le varie categorie datoriali per il consolidamento del lavoro di alcune aree provinciali e la formazione strutturale per nuove forme di professioni ed attività lavorative ad esse collegate – dichiara -. Forte attenzione al turismo e soprattutto a quello termale che ha ancora molto da esprimere in quantità e qualità di investimenti monetari ed umani. La UGL può fare da collante tra categorie. Oggi Viterbo e la sua provincia stanno mutando e passando da una identità agricola o industriale ad una ‘confusionale-commerciale’. Invasi da centri commerciali, senza che ci sia una politica e una programmazione di prospettiva per l’agricoltura, per l’industria, per i servizi, per il lavoro. I politici locali sono stati molto coinvolti nelle beghe interne di partito o di movimento e poco o nulla attenti ai problemi quotidiani delle persone; si è preferito il vivere giorno per giorno con promesse poi non mantenute. Come UGL pensiamo che mettere insieme le esperienze e la visione dei vari settori produttivi e dei servizi possa diventare un’operazione fondamentale e strategica. Dobbiamo avere coraggio di metterci in gioco, dobbiamo proporre. La nostra proposta che rivolgiamo alla politica locale ed ai rappresentanti, espressi dal territorio, di quella nazionale è la costruzione di una ‘conferenza permanente’ con tutte le categorie sindacali e datoriali, con lo scopo di elaborare progetti per Viterbo e la sua provincia. Nella prossima primavera in 28 comuni della provincia si andrà alle elezioni amministrative che coinvolgeranno circa 100mila cittadini. Come UGL abbiamo il dovere di costruire un nostro progetto per i vari settori che ci coinvolgono e che come categorie agricole, ambientale e dell’industria, dei servizi e terziario, ci vedono direttamente protagonisti. Non dovremmo perdere tempo, guardiamo oltre. Sarebbe bene fare, fare tutti insieme per il bene della UGL e del nostro territorio. La UGL lancia l’idea, la UGL vuole agire, aspettiamo che la proposta venga raccolta da parte di tutti e insieme costruiremo una prospettiva di lavoro per chi lo ha perso, per i giovani, guardando al futuro della città di Viterbo e della sua straordinaria provincia”.

Entrando nello specifico del territorio, le indicazioni operative proposte dall’Unione generale del lavoro nella Tuscia sono seguono tre linee di intervento. “Prima di ogni altra cosa, c’è la necessità di tutelare e sostenere il sistema produttivo già esistente con particolare attenzione a quello del distretto industriale di Civita Castellana – spiega il sindacalista -, pretendendo dal sistema delle imprese analoghi impegni e disponibilità.Insieme dobbiamo ricercare, anche nel contesto locale, tutte le opportunità disponibili per mantenere gli investimenti produttivi concordati ed attrarne di nuovi”. “Come secondo obiettivo possibile c’è quello di adeguare rapidamente il sistema attuale delle infrastrutture fondamentali che riguardano la mobilità delle merci e delle persone – aggiunge -, con il completamento dell’anello Orte Civitavecchia e la possibilità di avere un freccia rossa o argento con fermata ad Orte, realizzando così le condizioni di integrazione modale fra sistema stradale, ferroviario, marittimo ed aereo. Come terzo obiettivo possibile e realizzabile riteniamo che si debba agire sul terreno della manutenzione idro-geologica e su quello della sicurezza antisismica e nell’edilizia scolastica; sulla riqualificazione urbanistica, con priorità alla eliminazione delle barriere architettoniche di accesso agli edifici pubblici e privati, utilizzando gli strumenti già adottati a livello regionale per lo sviluppo dell’edilizia economica e popolare; sull’efficienza della pubblica amministrazione; sull’integrazione socio-sanitaria con l’eliminazione delle liste di attesa per ricoveri ed accertamenti diagnostici e di laboratorio che la ASL da troppo tempo promette invano”.

“Nel marasma delle attività e con tutta la relatività necessaria, anche nel nostro modo di essere e fare sindacato, siamo particolarmente orgogliosi di due cose: di appartenere alla UGL e dei nostri delegati aziendali – afferma Basili in conclusione -. L’appartenenza alla UGL ci permette di collocare la nostra iniziativa e i nostri particolari dentro un orizzonte più vasto che in modo riduttivo si potrebbe definire interesse generale, mentre un termine più appropriato ci permette di chiamarlo bene comune. I nostri delegati invece sono il nostro vero e unico capitale sociale. Senza di loro non andremmo da nessuna parte. Continuiamo a essere presenti e radicati nel Paese, nei luoghi di lavoro e nei territori, perché c’è una associazione che vive di persone, donne e uomini che operano e che rappresentano la UGL – conclude -, una filiera democratica, umana, che esercita una responsabilità civile senza nulla chiedere in cambio: né soldi, né status, né potere”.

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