L’Italia ha provveduto con il d.lgs 150/2012 e il DM 22 gennaio 2014 (PAN) a normare, come da richiesta dell’Ue, l’uso consapevole dei fitofarmaci in agricoltura istituendo un quadro per l’azione comunitaria ai fini dell’utilizzo sostenibile dei pesticidi, l’attenzione sul tema è un argomento divenuto di attualità da almeno dieci anni in tutto il territorio comunitario.

Purtroppo però in differenti comprensori agricoli alcuni sindaci hanno, non si capisce bene spinti da quali ragioni aggiuntive, posto ristrettezze ulteriori rispetto a quanto normato nei PAN. Sui Monti Cimini, dove la coltura cardine è quella del nocciolo, ad esempio, si sta vivendo una situazione di grande conflitto tra agricoltori e sindaci che pesa enormemente sulle spalle dei primi.

Il caso: Nel 2013 il comune di Vignanello, in provincia di Viterbo, ha pubblicato un’ordinanza sindacale che regolamenta alcune azioni non previste nella norma nazionale, quali le distanze dalle aree sensibili e dalle abitazioni sia della cittadina che quelle sparse nelle campagne. Pian piano anche i comuni vicini hanno, purtroppo, adottato ordinanze simili, a loro dire per tutelare maggiormente la salute della popolazione. Gli agricoltori lamentano norme eccessivamente restrittive che stanno inficiando il loro quotidiano lavoro, sembra, infatti, che la tutela della salute abbia sconfinato nella ‘criminalizzazione’ degli agricoltori che hanno pur sempre il diritto di vedere riconosciuto il loro lavoro.

Domenico Cosentino, Presidente Nazionale di Siamo Impresa Agricoltura, alla luce della spiacevole situazione venutasi a creare asserisce “Noi di Impresa Agricoltura Fenapi siamo per la tutela della salute e delle persone, il bene della popolazione e del consumatore viene certamente prima di tutto, ma questo non può significare ‘mettere in agonia’ gli agricoltori, aggiungendo norme inutili che impediscano loro di poter svolgere il proprio lavoro nelle condizioni ottimali. Su ogni cosa deve, a mio avviso, come sempre vigere il buon senso’.

Le norme esistono e devono essere rispettate, la volontà dei comuni di tutelare i cittadini è più che legittima, il diritto alla salute va tutelato, e SIAMO IMPRESA AGRICOLTURA FENAPI, lo afferma con forza, ma riteniamo altresì che le norme territoriali devono essere condivise nell’intero territorio dei Monti Cimini affinché siano uniformate e rese applicabili da parte di tutti. Per questa ragione, contrari a quelli che paiono soprusi ai danni degli agricoltori che rappresentiamo, abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro d’urgenza con il Prefetto di Viterbo il Dr. Giovanni Bruno che si è subito gentilmente messo a disposizioni per ascoltare la voce dei produttori. Alla riunione ha partecipato in rappresentanza di Siamo Impresa Agricoltura Fenapi la Dott.ssa. Sandra Arcangeli della direzione nazionale. Hanno partecipato altresì all’incontro Petronio Coretti, Presidente Confederazione italiana agricoltori di Viterbo, Giuseppe Ferdinando Chiarini, Presidente di Confagricoltura Viterbo-Rieti, Mauro Pacifici. Presidente di Coldiretti Viterbo.

Il Prefetto alla fine dell’incontro, dopo aver ascoltato le ragioni esplicitate dalla nostra rappresentante, ha convocato una riunione per il prossimo 15 luglio 2019 con tutti i Sindaci del territorio Viterbese ed i rappresentanti Sindacali, l’obiettivo è proprio quello di trovare linee guida omogenee su tutto il territorio.

Il Presidente Nazionale di Siamo Impresa Agricoltura, soddisfatto dell’apertura dimostrata da parte del Prefetto Bruni e di quanto fin qui raggiunto, asserisce: “Ringraziamo la sensibilità del Prefetto e la sua collaborazione nel voler risolvere tale problematica Resta l’amaro in bocca, aggiunge “per il negativo influsso mediatico derivante dalle varie ordinanze che sono state emanate sul territorio che hanno impattato e impattano negativamente sull’immagine dello stesso e sulle nostre produzioni agricole di eccellenza, il nostro territorio è ricco di eccellenze, la produzione della nocciola è una di queste, e la sua qualità è riconosciuta a livello internazionale. Ragione per cui, conclude il Presidente Domenico Cosentino, “riuscire a conciliare il giusto binomio qualità e salubrità resta anche il primo obiettivo dei nostri produttori agricoli che per primi vivono l’ambiente e che mai hanno pensato di sottrarsi alle normative nazionali vigenti, a patto che queste restano uguali e giuste per tutti, anche nel rispetto del loro operato”.

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