Ci pensiamo ogni volta in cui ci tocca spolverare o ripulire la credenza in vetro: l’argenteria vecchia fa bella mostra di sé, ma non la si utilizza più, diventando soltanto un cimelio di cui occuparsi. Eppure, ha un grande valore, che va al di là di quello affettivo. L’argento è un bene rifugio, tanto quanto l’oro, e proprio come quest’ultimo ha visto lievitare la sua quotazione negli ultimi anni. Ecco, oltre a fare spazio, potremmo anche ottenere una bella somma da investire su nuovi progetti.

Come si fa a vendere l’argento?

Esistono dei negozi specializzati che si occupano proprio di acquistare oro e argento usati, i noti Compro oro. Vengono accettati anche oggetti rotti e ovviamente ogni aspetto influenzerà la somma finale. Ma, prima di ogni altra cosa, è bene fare alcuni passaggi preventivi:

  • riunire tutti gli oggetti in argento che vorremmo vendere;
  • individuare il punzone sul quale è specificato il tipo di argento di cui è composto l’oggetto in base alla sua purezza: 999 è il numero che indica l’argento puro, 925 indica l’argento sterling, 800 è l’argento che più di frequente viene utilizzato per la classica argenteria italiana;
  • informarsi sulla quotazione in tempo reale dell’argento utilizzando siti web specializzati, inserendo diciture dettagliate come “argento 800 usato”. Collegata al sito di OroLive, uno dei principali strumenti per conoscere le quotazioni in Italia, esiste anche l’app OroLive da tenere sempre sullo smartphone per monitorare i trend di quotazione e recarsi a vendere nel periodo in cui sono più alti;
  • pesare gli oggetti da vendere, in modo da avere dei riferimenti nel momento in cui ci si recherà presso il compro oro prescelto, ricordandosi che le bilance dei compro oro non possono più essere manomesse per legge e che sono molto più precise sul grammo.

La differenza tra quotazione e valutazione

Prima di uscire di casa, però, è bene comprendere la differenza tra quotazione e valutazione. La prima possiamo conoscerla in modo aggiornato ogni giorno online: si tratta del valore del metallo puro indicato dalla Borsa di Londra, che lo rilascia due volte al giorno. La valutazione, invece, è frutto di una serie di elementi che vengono presi in considerazione da chi intende acquistare. Ovviamente è bene affidarsi ad agenzie competenti, per non rischiare di ottenere una valutazione errata dei nostri beni. Entreranno in gioco certamente lo stato degli oggetti, la purezza del metallo e l’eventuale marca di rilievo.

Se si desidera provare a fare un vero e proprio calcolo prima di recarsi in un compro oro, è necessario moltiplicare la quotazione corrente al numero corrispondente alla purezza dell’oggetto (999, 925 o 800) e poi dividere per mille. In questo modo si otterrà il prezzo al grammo, che dovrà poi essere moltiplicato per il peso dell’oggetto in grammi. Va tenuto a mente, però, che questo calcolo potrà essere soltanto un riferimento. Un addetto ai lavori saprà tener conto di minuzie che potranno incidere sul prezzo finale.

Però, bisogna ricordarsi che nessun intermediario svolgerebbe questo lavoro se non vi fosse un margine di profitto. È vostro diritto, di conseguenza, chiedere che sia reso chiaro, al fine di comprendere a pieno il guadagno portato dagli oggetti che stanno per essere venduti. Una totale trasparenza, in ogni passaggio della compravendita, è sinonimo di professionalità. Diffidate, invece, di chi promuove cifre spropositate rispetto alla quotazione reale di mercato.

Vendere argento: cosa serve

Se si è deciso di vendere argento, non resta che cercare un compro oro vicino a casa. A Roma, oroLive è in Via Acciaioli, non distante da Ponte Vittorio Emanuele. In genere, nelle città le commissioni tendono a essere più basse per via dell’alta concorrenza fra compro oro e per l’alto numero di clienti disponibili. Fondamentale è, oltre portare con sé gli oggetti in questione, essere in possesso di un documento di identità valido. Per legge è necessario che il negoziante lo richieda a chiunque scelga di vendergli oggetti usati in metallo prezioso. Dovrà iscriverli all’interno di un registro per eventuali controlli, nonché per essere in regola con le procedure. Affinché la vendita degli oggetti risulti conforme, dovrà anche rilasciare una ricevuta dell’acquisto/vendita effettuato.

Nel rispetto della normativa dovrà essere registrata con marca da bollo (per importi superiori ai 77,47 euro). Dovrà essere anche firmata la ricevuta e l’informativa relativa all’ex art. 13, ovvero il Decreto Legislativo del 30 giugno 2003, inerente la garanzia di riservatezza. Si dovrà trattare, dunque, di un’operazione tracciata e tracciabile nella sua totalità. Inoltre, qualora si trattasse di un importo superiore ai 499,00 euro non sarà possibile incassare in contanti. A regolare questo particolare è la Legge antiriciclaggio, nello specifico l’articolo 4 del comma 2. È facile comprendere, a questo punto, quanto sia importante avere un interlocutore che sia un reale professionista.

È bene stare alla larga da attività non specializzate o esperti improvvisati. Una corretta valutazione, sommata a precise pratiche burocratiche, può essere figlia soltanto di una reale conoscenza. Un esempio su tutti può essere la valutazione di oggetti di brand importanti, i quali dovranno necessariamente essere valutati anche per questo e – non soltanto – per il loro peso o il tipo di lega di cui sono composti.

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