Dopo quasi un secolo di onorato servizio, tra il silenzio e il menefreghismo delle Istituzioni, lo sportello della vecchia Cassa di Risparmio della Provincia di Viterbo, divenuta per alterne vicende oggi Banca Intesa Sanpaolo, ha esalato l’ultimo respiro chiudendo il proprio punto di riferimento per un Paese di oltre cinquemila abitanti e distante circa cinque chilometri dal capoluogo cittadino.

Rimarrà – scrive un gruppo di Bagnaioli – solamente uno sportello bancomat della tipologia più semplice che nel recente passato ha dato segni di malfunzionamento.

Le logiche economiche di un grande Gruppo Bancario hanno avuto la meglio su una situazione sociale che porterà forti disagi alla popolazione che, per avere un rapporto diretto con l’Istituzione creditizia, si dovrà sobbarcare di scomodi spostamenti.

Ma che importa tanto siamo tutti numeri e il rapporto umano non esiste più!

Dispiace che i nostri Amministratori e Consiglieri di maggioranza e minoranza abbiano fatto passare inosservata una tale perdita, se non per un piccolo articolo del consigliere Antonio Scardozzi del tutto disatteso.

Un punto d’ascolto o meglio un bancomat cosiddetto “intelligente”, cioè atto a raccogliere una serie di operazioni bancarie, non è stato minimamente preso in considerazione in quanto neppure suggerito da chi avrebbe dovuto tutelare o quantomeno patrocinare le giuste aspettative di una parte del territorio comunale ed in particolare della classe sociale più debole.

Una volta si disse che Bagnaia era una zona di serie B, ora stiamo retrocedendo in serie C.

Commenta con il tuo account Facebook