Pietro Brigliozzi

 

VITERBO – La conferenza stampa, indetta dall’alta dirigenza della Banca Sviluppo Tuscia che si è tenuta, presso la sede centrale in Viterbo, Via F. Baracca, è stata molto importante ed i vari relatori, dal direttore generale Vittorio Iannucci alla direttrice Milva Ragnini, hanno presentato, facendo nei loro interventi un esame delle attività svolte nell’anno duemilaquindici, ormai alle spalle, un Istituto Bancario, la Banca Sviluppo Tuscia, in piena salute anche se giovanissimo per costituzione.

 

Il Iannucci ha fatto un pochino di storia della nascita e dell’iter con il quale la Banca Sviluppo Tuscia si è costituita ed ha iniziato ad operare sul territorio, rivendicando all’Istituto Bancario la grande prerogativa di essere una Banca locale, per le necessità del territorio, per il suo sviluppo. Una Banca locale, quella Sviluppo Tuscia, che, al centro del proprio programma, ha messo le necessità delle famiglie, dei piccoli e medi imprenditori presenti sul territorio alto laziale della provincia di Viterbo. Una banca giovane che però cerca di penetrare nel territorio e crescere pian piano fornendo ai clienti non i soliti pacchetti, ormai a tutti noti, anche pe rle vicissitudini di questi ultimi giorni, ma soluzioni appropriate e personalizzate alle esigenze di chi ad essa si rivolge. Una banca nata in un periodo di crisi, e questo è sotto gli occhi di tutti, ma proprio per questo essa non ha ne titoli primari strutturali ne derivati, vuole essere concreta e corretta con i clienti che in essa ripongono la propria fiducia.

 

La Banca Sviluppo Tuscia, come banca locale, per essere costituita, è stata l’ultima ad avere l’autorizzazione, dalla Banca d’Italia. In questo anno vi è stato anche l’aumento di capitale e la raccolta per effettuarlo è stata molto positiva come pure è cresciuto il numero dei correntisti; tutto questo ci fa ben sperare ed è un ottimo presupposto per andare avanti, per crescere, per diventare, in futuro, una banca sempre più efficiente e pronta a soddisfare le necessità di questo territorio. Il nostro fine, ha concluso Iannucci, è di aumentare ancora il nostro capitale nei prossimi anni, d’incamerare capitali per poi reinvestirli sul territorio; non abbiamo alcuna intenzione di fare investimenti fuori delle nostre zone.

 

Ha quindi preso la parola il consulente della direzione dott. Andrea Pazzaglia il quale ha posto la sua attenzione sui settore che la Banca Sviluppo Tuscia intende sviluppare e sui quali lavorare ribadendo il concetto che essa vuole rimanere una banca del territorio, sul territorio per il territorio e quindi dedicarsi alle attività agroalimentari, alle realtà turistico termali, alle esigenze del mondo del lavoro terziario, al settore turistico con il suo indotto nella valorizzazione delle geografia del territorio con il suo mare, i suoi monti, i suoi laghi il suo patrimonio artistico senza escludere tutta una serie di rapporti ed attività con l’Università che è in Viterbo.

 

La titolare della Filiale di Viterbo, Milva Ragnini, ha posto l’accento sui metodi della Banca Sviluppo Tuscia nell’essere vicina alla clientela con accoglienza, l’ascolto e l’assistenza ai clienti, per soddisfare le loro esigenze in tempi brevi con una struttura snella e leggera, il tutto per la crescita della banca cercando di acquisire sempre più clientela al fine poi di essere più efficienti nel soddisfare, con qualificati investimenti, quanto la stessa clientela ci chiede. E’ nostro intento fare credito ad una clientela affidabile, non sempre tutto a tutti ma sempre tutti per tutto. Tutto questo ci porterà all’apertura di altre filiali in altri paesi del territorio proprio per essere più efficienti, più vicini alla clientela che nella nostra Banca Sviluppo Tuscia devono sentirsi a casa propria. Offrire alla nostra clientela prodotti semplici e rapportati allo stato esistenziale dei singoli soggetti offrendo una consulenza a trecentosessanta gradi.

 

La Banca Sviluppo Tuscia, ha detto il vice presidente della filiale Massimiliano Pannillo, avrà sempre una gestione centralizzata con capitale unico il che significa meno costi più disponibilità verso la clientela. Essa è regolarmente iscritta al Fondo Interbancario che è una garanzia per i risparmiatori. La Banca Sviluppo Tuscia che nulla a che a veder e con la Banca della Tuscia, è bene affermarlo ancora, vuole essere una ricchezza per il viterbese, di questo si devono convincere gli abitanti di questo provincia per sorreggere la banca, per portarvi ed investirvi i loro risparmi. La Banca Sviluppo Tuscia è una banca piccola e semplice e proprio per questo vuol differenziarsi dalle altre. Rispondendo ad un collega giornalista, ha detto non è superfluo ma opportuno ricordare che la Banca Sviluppo Tuscia, con il suo nascere, ha creato anche diversi posti di lavoro ed i dipendenti, ad eccezioni di tre, sono tutti del viterbese, credo che anche questo vada detto con un pizzico di orgoglio.

 

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