«Consumatori, aziende, commercianti, artigiani, commercialisti, benzinai professionisti, dal 2 gennaio c.a., entrata in vigore della fatturazione elettronica, stanno vivendo una serie di problematiche nel fare e ricevere fatture.

Tutti si sono trovati di fronte ad un caos ed ad un diverso modo di lavorare.

Chi deve emettere la fattura – afferma Mauro Belli, presidente Adoc Provinciale di Viterbo – si trova spesso di fronte a malfunzionamento di Internet, a rallentamenti dei portali compreso quello della Sogei dell’Ufficio delle Entrate, con mancati invii, rigetti e successivi rinvii dei documenti.

Questo fa aumentare l’incidenza di possibili errori che poi complicano anche la contabilità delle attività stesse.

Tutto ciò comporta per gli esercenti medi una perdita di tempo di oltre mezzora il giorno con aggravio di costi e per i consumatori lunghe attese per ricevere la fattura al momento del pagamento, oppure a ritornare per riceverla successivamente.

Fermo restando, il buon scopo di ridurre l’evasione, su cui ci troviamo tutti d’accordo e la mancanza di sanzioni per i premi 6 mesi, il solo emettere dal 2 gennaio unicamente la fattura elettronica ( escluso i forfettari e pochi altri) ha complicato di più la vita a chi lavora.

Le associazioni dei Commercialisti e di alcune categorie temono per fine mese problemi ulteriori per il grande afflusso di dati, perché molte aziende fatturano a fine mese.

Sicuramente sarebbe stato meglio per tutti andare in parallelo, fattura semplice e fattura elettronica, per 6 o 12 mesi, in modo di testare bene il sistema. Si potevano formare meglio gli emettitori delle varie attività, adeguare i diversi software ed i portali, integrando, in base all’ esperienza pratica, le varie migliorie per un buon funzionamento del tutto.

Per questo invochiamo il governo e anche le opposizioni, che si dicono dalla parte delle imprese e dei consumatori, a migliorare il decreto, dando la possibilità per almeno 12 mesi di poter emettere le fatture normali oltre che quelle elettroniche e di non emettere sanzioni fino al 31 dicembre 2019, finchè non si sia verificato che per tutti il sistema funzioni.

Fare ciò non costa niente in termini di finanziaria e la politica potrà dire di aver risolto i problemi di molte categorie e cittadini consumatori».

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