Sono trascorse oltre due settimane da quando, in piena campagna elettorale, il Pd organizzava convegni sul tema del 110 proponendo ricette miracolose ed incremento dei posti lavoro.

Questa invece è la situazione reale che sta emergendo, più volte denunciata da Fratelli d’Italia:  imprese che rischiano di fallire, totale incertezza e cantieri bloccati.

Solo in queste ore il governo, alle prese con il caos creato all’interno dai vari partiti, ha comunicato l’intento di presentare un emendamento al Decreto Aiuti volto a superare il blocco della cessione dei crediti da parte delle banche.

Paradossalmente però, l’Agenzia delle Entrate ha emanato una lunga e complessa circolare dove si legge che “la presenza del credito sulla Piattaforma non implica in alcun caso il riconoscimento della sua esistenza e dell’effettiva spettanza della detrazione da cui la stessa trae origine”.

Quindi, mentre da un lato la maggioranza sostiene di voler sbloccare la cessione dei crediti, dall’altro l’Agenzia delle Entrate chiarisce che la presenza dei crediti nel cassetto fiscale non ne implica, automaticamente, l’esigibilità.

L’assenza di opportune verifiche ex ante da parte dell’erario ha generato tantissime difficoltà a imprese e cittadini, vittime di caos normativo.

E’ necessaria una razionalizzazione urgente della materia, prima che si arrivi al fallimento di molte imprese per il paradosso di avere troppi crediti.

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