VITERBO – “Nel primo trimestre 2015, lo strumento della Cassa integrazione ha contribuito a salvaguardare in tutta Italia oltre 362 mila posti di lavoro”. A renderlo noto è Giancarlo Turchetti (foto), Segretario Generale della UIL Viterbo.

 

Con 61,6 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate nel mese di marzo, il I trimestre 2015 si chiude con 170,3 milioni di ore. “Si tratta però – prosegue Turchetti – di dati a cui va data una lettura sottostimata poiché manca all’appello il dato del ‘reale’ fabbisogno di cassa integrazione in deroga che mai come quest’anno, a causa di carenza di risorse determinata anche dalla necessità di utilizzare quelle disponibili per il 2015 per sanare periodi relativi al 2014, si è tradotto in un secco e brusco ‘stop’ di richieste: circa 2,6 milioni di ore nel mese di marzo e poco più di 12 milioni di ore nel I trimestre 2015, con un calo dell’82% rispetto allo stesso periodo del 2014.

 

Noi crediamo infatti che sia opportuno leggere i dati sentendo e ascoltando le sofferenze che quotidianamente vivono territori e lavoratori, quando lamentano l’assenza di risorse per la cassa integrazione in deroga, strumento fondamentale per il mantenimento dei posti di lavoro e per il necessario, quanto fondamentale, vivere dignitoso delle famiglie di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori”.

 

“Siamo in presenza di numeri ancora alti – sottolinea Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL – che ‘non certificano’ in maniera netta se si è di fronte ad una vera e duratura ripresa. Infatti, i dati generali sull’occupazione non danno segnali di una significativa ripresa, obbligando tutti, la politica innanzitutto, a mettere in campo iniziative vere e concrete per il rilancio dell’economia. Condizione, questa, prioritaria rispetto a tutto. Il Sindacato metterà in campo tutto ciò che è nella sua disponibilità a partire da modelli contrattuali finalizzati alla crescita. Ma, senza investimenti e politiche fiscali utili alla ripresa dei consumi, risulterà, oggi più che mai, velleitaria la teoria che la buona occupazione si sosterrà solo con leggi sulle ‘regole’ del lavoro. Desta, infine, preoccupazione – conclude Loy – l’ipotesi, che sembrerebbe presente nei prossimi decreti delegati del Governo (di attuazione del Jobs Act), di una riduzione della durata e della qualità di questo strumento che ha protetto centinaia di migliaia di posti di lavoro in questi anni di crisi”.

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email