VITERBO – Coldiretti Viterbo è lieta di segnalare il successo dell’incontro che si è tenuto presso il consorzio agrario di Viterbo in collaborazione con O.P. LATIUM, la prima organizzazione di prodotto olivicola nel Lazio per numero di soci e superficie rappresentata. Ha aperto e moderato i lavori il direttore della Coldiretti Viterbo Ermanno Mazzetti, che ha salutato tutti i presenti, sia frantoiani che imprenditori agricoli. Ha preso poi la parola il Presidente di O.P. LATIUM David Granieri, che ha messo l’accento sull’importanza che il settore olivicolo riveste nel Lazio e in particolare nella  Tuscia. Il nuovo piano olivicolo nazionale prevede massicci investimenti a tutela del settore, attraverso la messa a dimora di nuovi oliveti, la ristrutturazione degli impianti esistenti, e il recupero degli oliveti in zone marginali. Il potenziamento delle strutture di stoccaggio è sostenuta da un incisiva politica di credito alle imprese. Il fulcro dell’innovazione per i prossimi anni si articolerà sulla creazione  di un marchio unico, per il conseguimento e il recupero di  quote di mercato, ed infine un’ IGP a tutela delle produzioni regionali. Altro punto significativo rilevato dal Presidente, è il controllo delle fitopatie, che, per lungo tempo, sono state abbandonate. Le ultime annate hanno dimostrato quanto sia importante ripristinarne il controllo, soprattutto sulla mosca olearia, che ha falcidiato la produzione regionale.

 

O.P. LATIUM si è mossa per il ripristino e il potenziamento di tale misura utilizzando oltre ai campionamenti sul territorio la creazione di un portale web, dove i produttori possono informarsi in tempo reale, sull’andamento degli attacchi di mosca, in riferimento alla propria zona di produzione. Il Presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici ha ribadito come sia importante per il territorio viterbese il ruolo l’Università della  Tuscia, in prima linea nel problema della Xilella Fastidiosa, che, comunque, al momento, non ha attaccato la zona.

 

Si auspica una ancor più stretta collaborazione tra Università della  Tuscia, gruppi di ricerca interdisciplinari e associazioni di categoria, per poter davvero fare la differenza. Per questo motivo, può essere preso ad esempio quanto fatto per la lotta alla vespa del castagno, dove se inizialmente si credeva di dover abbattere tutte le piante colpite, creando un danno al produttore e allarmismo ingiustificato, pian piano si è arrivati attraverso il monitoraggio e la comprensione del problema, al lancio degli antagonisti della vespa del castagno, che in seguito, aiutati da fattori ambientali e climatici, hanno dato prova della  regressione degli attacchi, ritornando lentamente verso la normalità. Ha portato, infine, il suo contributo tecnico al convegno la Professoressa Marina Barbara del CRA, Centro di ricerca per la Patologia vegetale e, in rappresentanza dell’Università della Tuscia, è intervenuto anche il Professor Andrea Vannini ricercatore dell’Università della Tuscia.

 

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