La crisi legata al coronavirus sta mettendo in ginocchio tantissimi settori, su tutti agricoltura e turismo. Non dobbiamo però dimenticarci dei maneggi, che sono ormai allo stremo. I titolari delle strutture sono disperati ed i cavalli alla fame. A differenza di altre categorie produttive, dove il lockdown ha causato sì il mancato incasso ma ha anche tenuto ferme, o quasi, le spese, nel settore dell’ippica la situazione è totalmente capovolta: i cavalli hanno bisogno di continue cure sanitarie, hanno necessità di alimentarsi e anche di un ambiente pulito e curato; ma gli incassi sono fermi e le spese identiche o maggiorate.
Le imprese del settore non riescono più ad assolvere a questa routine, e non sono certo i 600€ a risolvere il problema.
L’auspicio è che i maneggi tornino a riaprire il prima possibile, in quanto essendo strutture all’aria aperta, sono nella possibilità di mantenere il distanziamento sociale ancora necessario.
Quando si parla di cavalli si parla inoltre di ippoterapia, metodologia medica a cui molti soggetti si rivolgono per superare diverse patologie.

Se il Governo non riuscirà a velocizzare la riapertura dei maneggi e non emetterà presto un disciplinare per il settore, il rischio sarà quello che avremo molti animali morti di fame ed un intero comparto che chiuderà definitivamente i battenti.

così in una nota il senatore Francesco Battistoni, responsabile Nazionale agricoltura di Forza Italia