Il contesto dell’emergenza sanitaria globale da Covid-19 ha influenzato anche le modalità dei cyber crime. Rispetto al passato sono molte più le persone che utilizzano dispositivi elettronici collegati alla rete per motivi di studio o lavoro e i cybercriminali hanno preso subito la palla al balzo per sfruttare la situazione a loro favore. Per gli utenti i rischi aumentano esponenzialmente ed è per questo che si consiglia di prendere le giuste precauzioni per proteggere i dispositivi utilizzati.

Una precauzione potrebbe essere l’utilizzo di un VPN. Un Virtual Private Network, come VeePN, crea una rete privata virtuale che permette all’utente di navigare in internet in totale sicurezza, garantendo l’anonimato e non mettendo a rischio la privacy e i dati personali. Utilizzarlo è molto semplice: basta installare un’ VPN estensione Chrome, o in alternativa il browser che generalmente si utilizza. Un VPN per Chrome cambia l’IP del dispositivo così da oltrepassare eventuali restrizioni di accesso a un sito Web. Inoltre, assicura di navigare liberamente impedendo il tracciamento da parte di terzi.

Come è cambiata la Cybersecurity con il Coronavirus?

Così come ogni altro tipo di crimine, anche quello cyber si è adattato tempestivamente al nuovo fenomeno sociale del Covid-19. La pandemia ha generato una maggior digitalizzazione e una spinta verso il lavoro e lo studio da remoto: oggi sono moltissime le persone che lavorano o studiano in smart working, anche per scelte personali. Al tempo stesso, si è visto anche un aumento degli acquisti online, a discapito di quelli in negozio.

L’incremento dell’utilizzo della connessione a internet ha conseguentemente portato anche ad una maggior vulnerabilità IT e a una crescita degli attacchi da parte dei cybercriminali. Costoro stanno approfittando di questo periodo di instabilità per diffondere malware, operare tentativi di frode online legati al Covid-10, lanciare campagne phishing e attaccare i router insufficientemente protetti a danni di privati e aziende.

Statistiche sulla Cybersecurity al tempo del Covid-19

Il Rapporto Clusit presentato al Security Summit (il primo evento sulla cybersecurity in Italia) ha mostrato come sono aumentati gli attacchi dei cybercriminali che hanno sfruttato il tema del Coronavirus. Nell’anno dello scoppio della pandemia, infatti, si sono registrati 1.871 attacchi cyber di domino pubblico a livello globale, con un incremento del 12% rispetto al 2019. Da fine gennaio 2020, il 10% degli attacchi online è stato proprio a tema Covid-19.

Gli esperti hanno effettuato una valutazione dei danni sociali, economici, geopolitici e di immagine degli attacchi cyber registrati nel 2020, classificandoli per il 56% come casi ad impatto “alto” e “critico” e per il 44% con gravità “media”.

Tra i casi ad alto impatto menzioniamo quelli rivolti al Settore Governativo, Militare, Forze dell’Ordine e Intelligence, colpiti dal 14% degli attacchi a livello globale; la Sanità, per il 12%; i settori della Ricerca e dell’Istruzione, coinvolti per l’11%; e anche i Servizi Online, per il 10%.

I cybercriminali hanno privilegiato per il 42% i Malware, tra cui i Ransomware: si tratta di un tipo di malware che impedisce all’utente di accedere ai contenuti sul proprio dispositivo, limitandone fortemente l’utilizzo a meno che non si paghi un cospicuo riscatto. Il 15% del totale degli attacchi è stato causato anche da Pishing e Social Engineering.

I rischi derivati dai cyber crime

Tra i rischi più comuni in cui può imbattersi un utente collegato alla rete troviamo la criptazione dei dati sui dischi rigidi. È in proprio in questo caso, infatti, che i cybercriminali utilizzano generalmente i ransomware per chiedere un riscatto al fine di avere nuovamente accesso ai propri file. I riscatti vengono di solito chiesti in cryptovalute, come ad esempio i bitcoin.

Altri rischi diffusi sono quello del furto di informazioni, come i dati del conto in banca o della carta di credito, informazioni private e informazioni lavorative riservate, e il furto delle credenziali di accesso alle caselle di posta elettronica, servizi di streaming, social network e altri servizi online. Successivamente i cybercriminali utilizzano i dati ottenuti per campagne di trolling o spamming.

Le strategie per prevenire i cyber crime durante il Covid-19

Nonostante i rischi dell’utilizzo di una connessione a internet siano piuttosto alti, soprattutto durante la pandemia da Covid-19, è possibile mettere in atto una serie di strategie per prevenire i cyber crime:

  • Come già menzionato, utilizzare un VPN per navigare in rete in maniera anonima e sicura.
  • Aggiornare i dispositivi utilizzati in internet e permettere alle patch di risolvere eventuali problemi.
  • Fare dei backup dei propri dati su memorie e sterne e cancellare dai dispositivi i dati non necessari ad un uso abituale.
  • Installare un antivirus per proteggersi dai malware ed effettuare settimanalmente una scansione dei dispositivi.
  • Utilizzare uno strumento di generazione di password per crearne una diversa per tutti gli account che si dispongono.
  • Impostare un’autenticazione multifattore per assicurarsi un livello di sicurezza in più sui propri account.
  • Nel caso delle aziende, resettare i sistemi di sicurezza per verificare che non siano presenti anomalie e promuovere corsi di formazione sull’identificazione di attacchi di Social Engineering.

Seguendo questi consigli sarà possibile navigare in rete in maniera sicura anche ai tempi del Covid-19 e prevenire, così, eventuali attacchi da parte dei cybercriminali sui dispositivi utilizzati.