«Tutti i settori e le attività produttive sono colpite dalla crisi del coronavirus, ma gli oltre 200 Agriturismi operanti nella nostra Provincia, che rappresentano il concreto e riuscito tentativo degli imprenditori agricoli di diversificare e modernizzare l’agricoltura Viterbese, rischiano il collasso.

Lo sforzo per riorientare ai servizi l’attività agricola primaria è costato una mole imponente di investimenti in strutture ed attrezzature, che ha esposto ed indebitato con gli Istituti di credito tanti agricoltori.

Il rischio concreto è di non poter far fronte al pagamento delle rate dei mutui e dei prestiti in scadenza. Inoltre la mancanza di liquidità, dovuta ai mancati incassi in forza degli orari di apertura al pubblico contingentati, rischia di far saltare il circuito della liquidità e dei pagamenti a breve periodo verso i fornitori. Le disdette di prenotazioni per eventi, cerimonie, soggiorni e vacanze sono esponenziali e provocano riduzione dell’occupazione e licenziamenti del personale.

Le misure precauzionali adottate dal Governo per evitare la diffusione del Coronavirus sono indispensabili e l’auspicio di tutti è che possano produrre i risultati sperati.

Occorre, però, pensare anche a come evitare il blocco totale delle attività economiche ed a rilanciarle.

Serve una sospensione immediata delle rate dei mutui e dei prestiti in scadenza non inferiore ad un periodo di dodici mesi.

Sono necessarie misure per sostenere l’accesso al credito e la disponibilità di liquidità per il ciclo economico di breve periodo.

Ma è chiaro che serve anche un intervento strutturale e di lungo periodo che sostenga le imprese e rilanci l’economia dei territori, partendo da quelli più danneggiati dall’epidemia.

Rivolgiamo al Governo l’appello perchè decida in tempi rapidi efficaci misure di sostegno per i settori più colpiti dalla crisi ed in particolre per le piccole imprese di tutti i settori economici.