VITERBO – I dati pubblicati dalla camera di Commercio indicano come la nostra Provincia sia in fortissimo affanno e difficoltà e che nonostante i proclami del governo e di parte del mondo imprenditoriale su presunti segnali di ripresa nel 2015, in realtà il Viterbese non riesce a creare una prospettive di crescita che ci aiuti ad uscire dalla crisi strutturale in cui siamo.

 

I dati sul VALORE AGGIUNTO, che misura la capacità di produrre ricchezza in un sistema economico, sono molto significativi.
Anche se nel 2014 registriamo un leggero aumento dello 0,5%, tra il 2011 e il 2013 la nostra provincia ha perso circa 300 milioni di euro in valore aggiunto.

 

Il settore delle costruzioni è il più colpito (-66 milioni) mentre il settore dell’industria perde nel suo complesso circa 74 milioni di euro, segue l’agricoltura con –21 milioni. Anche i servizi marcano una perdita di circa 104 milioni di euro in 3 anni.

 

Il forte ritardo della provincia di Viterbo appare evidente rispetto al Valore aggiunto pro-capite che ci vede arretrati rispetto ai dati regionali e nazionali. L’ammontare medio per abitante del valore aggiunto per la nostra provincia risulta pari a 17,7 mila euro contro i 31,8 mila euro degli abitanti di Roma e dei 24 mila euro mediamente registrati in Italia.

 

Ma la crisi strutturale si legge anche nel saldo negativo tra apertura e chiusura di aziende nel Viterbese (-192) con 2161 iscrizioni e 2353 cessazioni, così come si può leggere una debolezza nella struttura del sistema produttivo del Viterbese dove le aziende sono formate per il 72,1 % da ditte individuali e da una scarsa propensione a costruire una rete di imprese che affronti in termini competitivi e di sviluppo tecnologico le sfide del mercato globale.

 

La forte criticità della struttura economica della nostra Provincia si evidenzia anche rispetto all’aumento delle procedure concorsuali o di fallimento. Tra il 2013 e 2014 ci sono state ben 1460 aziende con procedure concorsuali e 1960 aziende in scioglimento e liquidazione. In cinque anni sono raddoppiate le sofferenze bancarie passando da 247 a 538 milioni di euro. Un tasso di insolvenza così elevato nella nostra Provincia si riflette anche sul costo del credito che risulta nella provincia di Viterbo superiore alla media italiana per i finanziamenti per cassa (7,1% a Viterbo e 6,3 % in Italia). Non credo che basti sottolineare la tenacità o la vivacità del territorio o la possibilità di raschiare un pò di risorse dai fondi strutturali europei per dare un futuro alla nostra Provincia. Serve un progetto ed un’idea di sviluppo economico per il nostro territorio sul quale la classe politica locale ancora sembra essere timida”.

 

Carlo D’Ubaldo
Segretario Provinciale

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