«Negli ultimi giorni ci sono giunte numerose proteste da parte dei cittadini in merito alle bollette del servizio idrico. Anche sulla stampa locale si parla di “bollette pazze”.
Non voglio entrare nel merito dei calcoli – afferma Angelo Ghinassi, Sindaco di Acquapendente, – ma evidentemente c’è un metodo di applicazione delle tariffe e di gestione dei pagamenti che non favorisce un buon rapporto con l’utente.
Mi limito a constatare che altri operatori di altri servizi (gas, elettricità, ecc.) non provocano tali livelli di malcontento.
Poi c’è un altro problema, ancora più grave, anzi inaccettabile, cioè il fatto che ai cittadini non si dia una risposta per eventuali contestazioni.
Il servizio che offriamo come Comune (e che non ci competerebbe) è disconnesso dal mese di aprile. Ai numeri verdi nessuno dà una risposta e l’unica possibilità che viene data all’utente è quella di scrivere una email, allegando bollette e letture.
In qualche caso ci dicono che neanche queste ricevono risposta.
Poi non tutte le persone sono in grado di farlo e si discrimina così una buona parte di popolazione.
L’emergenza Covid non può giustificare un simile comportamento.
A questo si aggiunge una situazione degli acquedotti in cui i guasti sono sempre più frequenti e su cui non si vede un minimo di manutenzione preventiva.
Questo, oltre a creare enormi disagi ai cittadini, può mettere in crisi alcuni servizi pubblici essenziali, come quelli sanitari.
Sul nostro territorio la situazione, così com’è, non è più sostenibile.

P.S. Nel frattempo ricordiamo ai cittadini che è sempre in vigore l’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua potabile per altri usi».