Giovanni Calisti

VITERBO – Si è conclusa con la rielezione all’unanimità di Giovanni Calisti alla carica di Presidente per il triennio 2017-2020, l’Assemblea della Federlazio di Viterbo, che si è svolta ieri, presso l’Hotel Salus Terme.

All’assise, che ha registrato una viva partecipazione di piccoli e medi imprenditori della Tuscia, sono intervenuti tra gli altri, l’Onorevole Alessandro Mazzoli del Partito Democratico, il presidente della Camera di Commercio di Viterbo, Domenico Merlani , il Commissario ad acta della nuova CCIAA di Viterbo-Rieti, Francesco Monzillo, il Sindaco di Gallese Danilo Piersanti, il Consigliere comunale di Viterbo, Giulio Marini, il Presidente regionale della Federlazio, Silvio Rossignoli e il Direttore Generale dell’Associazione, Luciano Mocci.
Ha coordinato i lavori il Direttore della Federlazio di Viterbo, Giuseppe Crea.

L’Assemblea ha inoltre provveduto alla elezione del nuovo Consiglio Direttivo e dei Rappresentanti provinciali al Consiglio Generale dell’Associazione della Piccola e Media Impresa.

“Sono lieto ed onorato – afferma Giovanni Calisti – di rivolgere un cordiale benvenuto e un ringraziamento alle Autorità, agli Ospiti, agli amici, ai colleghi imprenditori ed a quanti sono presenti questa sera accogliendo il nostro invito, a testimonianza dei profondi legami, della stima e dell’attenzione che circonda la nostra Associazione, con il suo forte radicamento su questo territorio, da ben quarantacinque anni.

Avverto, altresì, il dovere di esprimere gratitudine a quanti nell’Assemblea dei Soci, che ha preceduto questo convegno, con la loro attestazione di stima e fiducia mi hanno riconfermato all’unanimità alla guida della Federlazio di Viterbo, anche per il prossimo triennio.

Come in passato non lavorerò solo, ma con la collaborazione ed il sostegno del Consiglio Direttivo, rinnovato con l’inserimento di alcuni giovani imprenditori, che con il loro dinamismo e il loro entusiasmo, contribuiranno a rendere la nostra Associazione sempre più forte e protagonista in questo territorio: investendo sulle nuove generazioni, stiamo lavorando per il nostro futuro.

Dopo la prima esperienza dei tre anni trascorsi, posso affermare con orgoglio che la Federlazio è veramente la casa delle PMI, nella quale ogni socio ha la possibilità di interagire, di scorgere, da un osservatorio privilegiato, i cambiamenti in atto nel mondo globalizzato e di prendere coscienza di cosa significhi essere piccolo o medio imprenditore oggi.

Ma, per tutto questo, l’Associazione va frequentata, coadiuvata, e, soprattutto, seguita, in una logica di collaborazione e condivisione di obiettivi e strategie, per contribuire fattivamente allo sviluppo delle imprese e del loro territorio, anche attraverso il costante dialogo ed il confronto con le Istituzioni che lo governano.

L’attenzione che poniamo da decenni ai problemi delle PMI, non è altro che l’affermazione della centralità che va riconosciuta a questa realtà, che rappresenta un patrimonio economico e sociale irrinunciabile, e per questo, da difendere e valorizzare.

Tutti gli studi e le statistiche evidenziano che esse rappresentano per l’economia europea il 99% del totale delle imprese, e, tra queste, il 91% sono micro-imprese.

Rispetto alla media europea del 60%, in Italia il 71% del valore aggiunto è attribuibile a questa dimensione d’impresa.
Ugualmente preponderante è l’apporto in termini occupazionali: nel nostro Paese l’81% della forza lavoro risulta impiegata nelle PMI.

Esse evidenziano specifici punti di forza e di debolezza, e risultano particolarmente sensibili ai mutamenti dei mercati ed alle dinamiche congiunturali.

La Federlazio, proprio nei terribili anni della crisi, ha dimostrato di saper leggere la realtà delle piccole e medie imprese, interpretandola e riuscendo a sostenerla, attraverso l’offerta di servizi adeguati ai bisogni ed alle priorità.

Non ci stancheremo mai di sottolinearlo a gran voce: senza le PMI l’economia di questo territorio, come quello del nostro Paese e dell’Europa sarebbe destinata a morire.

I governi e le Istituzioni devono sempre essere coscienti di tutto questo, per sviluppare una maggior attenzione politica verso le piccole e medie imprese ed attuare opportuni interventi di sostegno.

All’inizio di questa mia esperienza, nel primo semestre del 2014, pur in uno scenario in cui la ripresa economica stentava ancora a manifestarsi, i timidi segnali positivi venivano registrati grazie alla componente estera della domanda.

Dopo anni di estreme difficoltà, ad assorbile meglio i contraccolpi della crisi sembravano essere state quelle piccole e medie imprese che avevano avviato o consolidato i rapporti con i mercati oltreconfine.

Come evidenziato dalle risultanze delle indagini congiunturali semestrali di Federlazio, gli anni 2015 e 2016 si sono caratterizzati da una sostanziale conferma di tali indicazioni positive.

Ed anche le anticipazioni sul primo semestre 2017 appaiono sostanzialmente in linea.

L’internazionalizzazione, quindi, appare sempre più come una necessità, più che un’opzione, anche in considerazione di una domanda interna da troppo tempo asfittica.

Occorre allora intensificare le azioni rivolte alla ricerca di nuove opportunità in ambito internazionale.

La Federlazio, non certo da oggi, è consapevole delle difficoltà strutturali e, spesso culturali, che una piccola e media impresa incontra nel rivolgersi ai mercati esteri e continua a porsi quale supporto qualificato per affiancarle in tale percorso.

Ulteriore espressione di questo impegno è l’invito che, pochi giorni or sono, abbiamo formulato all’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), a poter essere maggiormente vicina alle piccole e medie imprese di questa provincia, attraverso la presenza stabile di un ufficio sul territorio.

L’internazionalizzazione, infatti, rimane sempre un’attività che ha bisogno del supporto diretto ed immediato di professionisti del settore: i tempi della competizione mondiale non possono attendere.

Il nuovo triennio sorge denso di sfide, di speranze e di attese per tutti noi.

Sospinti da questa consapevolezza siamo convinti di riuscire ad affrontare i gravosi impegni e le questioni essenziali, che da subito ci attendono.

E’ un periodo di non facile interpretazione, in quanto andiamo verso gli appuntamenti elettorali per le Politiche, la Regione Lazio, il Comune di Viterbo.

Incontreremo i candidati che accetteranno il nostro invito.

Il mondo imprenditoriale deve aiutare quello politico a fare delle scelte e per questo bisogna saper ascoltare le imprese e chi le rappresenta, affinché le esigenze si trasformino in programmi.

E questo, per affermare che i piccoli e medi imprenditori di questa provincia indendono guardare ed andare avanti.

E’indubbiamente lunga la lista delle criticità che attanagliano le imprese di questa provincia e che ne ostacolano la competitività.

Un insieme di problemi sempre aperti e fortemente avvertiti da chi vive e lavora nella Tuscia, e che da troppo tempo esigono di essere affrontati e risolti.

L’insufficienza dei collegamenti viari, ferroviari e delle infrastrutture tecnologiche; il peso di un sistema burocratico farraginoso, la carenza di politiche sul turismo locale, in grado di promuovere le eccellenze di un territorio straordinariamente ricco di risorse naturali, storiche, artistiche e culturali, ma ancora troppo poco conosciuto.

Ricordiamo, in proposito, l’importante convegno del maggio 2014 promosso da Federlazio sul tema “L’ORO DEGLI ETRUSCHI”, per discutere con il Ministro dei Beni e Attività Culturali e Turismo, Dario Franceschini, dell’immenso tesoro delle acque sorgive, da cui Viterbo, fin dall’antichità, ha tratto la sua connotazione di città termale.

L’economia del capoluogo della Tuscia può e deve trovare vantaggio dal rilancio del termalismo, a cui è inscindibilmente connesso il futuro del turismo viterbese.

Occorre, allora, creare al più presto le condizioni per l’apertura a nuovi investimenti e, ci auguriamo, anche per l’avvio di start-up, che vedano protagoniste le nuove generazioni del territorio, che intenderanno costruire qui il loro avvenire.

Altro ambito su cui la Federlazio è chiamata ad impegnarsi, è quello della Camera di Commercio.

E’ in vigore, da circa un anno, il Decreto Legislativo 219/2016 per il riordino delle funzioni e il finanziamento delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura ed è stata avviata la procedura per la costituzione del nuovo Consiglio e di tutte le attività relative alla nuova realtà integrata Rieti-Viterbo.

La nostra Associazione è molto rappresentativa in entrambi i territori e, pertanto, intende svolgere un ruolo attivo nel nuovo Ente, con il suo inesauribile contributo di idee, di proposte, di progetti, di spinta propulsiva.
E’con questo spirito, che anche nel prossimo triennio, la Federlazio farà fino in fondo la sua parte”.

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