Il parquet è per gli italiani un emblema di arredamento, eleganza e calore domestico. Da sempre presente dentro le case, il pavimento in legno ha raggiunto una diffusione tale che oggi si trova ovunque, anche se caratterizzato da costi ancora notevoli che variano in base alla qualità del materiale ligneo, con aggiunta dei costi della manodopera.

Fortunatamente, la tecnologia offre soluzioni più convenienti del parquet dal punto di vista economico, con la garanzia di una resa del tutto simile a quella del legno vero.

Il parquet laminato e il PVC effetto legno riproducono fedelmente l’effetto naturale, ma il principe del mercato è il gres porcellanato, un materiale ceramico che riesce a riprodurre in modo incredibile il tassello in legno naturale. Unica differenza? Al tatto la ceramica risulta più fredda, ma l’occhio faticherà a individuare le differenze. Facciamo un po’ di luce su questo innovativo materiale ceramico effetto legno.

Il gres porcellanato effetto legno

Il gres porcellanato nasce dalla fusione di argille, sabbie e feldspati, materiali di uso comune nel settore industriale delle ceramiche, grazie al loro punto di fusione che non è molto elevato. L’esposizione a temperature elevate fa sì che questi materiali si fondano indissolubilmente tra di loro, dando vita al processo di sinterizzazione dal quale nasce il gres. Questo processo consente la fusione delle materie, ma senza alterarne le caratteristiche unitarie, con un risultato finale che è

davvero simile al legno per quanto concerne l’aspetto visivo. Ma il vero vantaggio sta nei costi ridotti che il gres porcellanato offre rispetto al legno vero.

I costi del gres

Il gres porcellanato più costoso sta intorno ai 30-40 euro, una convenienza assicurata se pensiamo che il costo dei listelli in legno si aggira intorno ai 100-200 euro al metro quadro. Il vantaggio, oltre al costo, sta anche nel fatto che il gres imita visivamente alla perfezione l’effetto del legno grazie a una fedele riproduzione delle tonalità, della texture, delle venature e delle imperfezioni del legno. L’unica differenza si nota al tatto: a differenza del legno, il gres non trattiene il calore ed è quindi ideale da abbinare a un sistema di riscaldamento a pavimento.

Parquet vs gres porcellanato effetto legno

Al contrario del legno, il gres offre maggiore resistenza al calpestio e non è soggetto a variazioni di forma e colore. Queste caratteristiche rendono il gres ampiamente diffuso anche per la pavimentazione degli esterni, in quanto resistente agli agenti atmosferici e durevole. L’aspetto legato alla resistenza è vantaggioso anche dal punto di vista della manutenzione, che non richiede accorgimenti particolari, al contrario dei pavimenti in legno naturale che invece necessitano di periodici interventi di lucidatura e lamatura.

Sul fronte estetico, il gres offre il vantaggio di poter riprodurre qualsivoglia stile, ma con una resistenza maggiore e un grado di assorbimento dell’acqua prossimo allo zero.

Le tempistiche per la posa del pavimento in gres

La posa di un pavimento in gres porcellanato richiede circa tre giorni, indipendentemente dal tipo, ad eccezione dei casi in cui si deve procedere alla sostituzione del precedente pavimento.

La stesura e l’asciugatura dell’aggrappante impiegano circa un giorno, la posa avviene nel secondo giorno, mentre il terzo serve per stuccare le fughe e per procedere con la prima pulizia post posa, fondamentale per la resa estetica del pavimento.

Attenzione: mai sottovalutare la prima pulizia del gres effetto legno, che risulta delicata nonostante l’elevata resistenza. La riproduzione artificiale delle venature del legno può riservare brutte sorprese se non trattate adeguatamente, per cui è sempre meglio utilizzare detergenti a basso contenuto di tensioattivi, comuni nella formulazione dei detergenti, che tendono a ridurre la tensione superficiale dell’acqua favorendone la penetrazione, che a sua volta porta alla formazione di aloni.

Consiglio: per i pavimenti esterni in gres porcellanato si sconsiglia vivamente di ricorrere a lavaggi aggressivi, specialmente in presenza di sole, poiché il calore e i raggi UV stimolano gli acidi presenti nel detergente potenziandone l’azione che può rivelarsi dannosa.