VITERBO – Il tema su cui il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) del comparto edile della provincia di Viterbo vuole soffermare l’attenzione è quello dei lavoratori atipici che sempre più spesso vengono utilizzati dalle imprese e la loro correlazione con la sicurezza sul lavoro.

 

Quando si parla di lavoratori atipici si vanno a considerare tutti i lavoratori che hanno un contratto di lavoro differente da quelli di tipo tradizionale, parlo perciò dei lavoratori a progetto, occasionali o in somministrazione. L’interesse per il lavoro atipico nasce dalla constatazione della crescente diffusione di tali tipologie contrattuali. Infatti i dati di Unioncamere rilevano che in questo trimestre, nella provincia di Viterbo, se le assunzioni effettuate in termini assoluti saranno circa 340, ben 210 saranno contratti atipici (pari al 38%). Nel settore delle costruzioni, sempre in ambito provinciale, l’81,5% delle previste assunzioni sarà con contratto a tempo determinato.

 

I dati statistici sugli infortuni sul lavoro e le malattie professionali rivelano invece lo stretto legame esistente tra carenze in tema di sicurezza del lavoro e flessibilità, evidenziando come quella dei lavoratori atipici sia una categoria di lavoratori particolarmente esposta a rischi in quanto l’inserimento solo temporaneo o comunque non a tempo pieno e indeterminato in un’impresa può essere causa di un aumento degli infortuni sul lavoro determinato dalla scarsa conoscenza dei fattori che possono favorire gli infortuni ovvero la giovane età, la bassa qualifica professionale, la scarsa formazione e addestramento.

 

La flessibilità produce un cambiamento nei modi di lavorare che si ripercuote sullo stesso lavoratore. Siamo di fronte ad una graduale sostituzione di fatto della concezione statica del lavoro, quale lavoro subordinato a tempo indeterminato, con una concezione dinamica. Da qui la necessità di ampliare le tutele dei lavoratori c.d. atipici anche e soprattutto con riferimento alla salute ed alla sicurezza.

 

Le imprese non dovrebbero dimenticare che il D. Lgs. 81/08 include la tutela della sicurezza sul lavoro anche per i lavoratori atipici. L’elaborazione del TU sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro nasce, infatti, da un’esigenza di tutela per tutti i lavoratori, ovvero per chiunque presti un’attività lavorativa, anche senza retribuzione. È proprio il comma 1 lettera a) dell’art. 2 dello stesso decreto a dare una definizione puntuale di lavoratore: “persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell‘organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. […]”. Ciò sta a significare che tutte le tutele che spettano ai lavoratori “tradizionali” nell’ambito della sicurezza sul lavoro devono essere estese ai lavoratori atipici, per i quali il datore di lavoro è tenuto a rispettare i medesimi obblighi.

 

Per quel che concerne invece gli obblighi formativi che il datore di lavoro ha nei confronti di tutti i lavoratori, vorrei ricordare che il 26 gennaio 2012 è entrato in vigore l’Accordo Stato/Regioni sulla formazione obbligatoria dei lavoratori in materia di sicurezza e salute sul lavoro. In tale accordo sono contenute le procedure per adempiere agli obblighi di formazione dei lavoratori secondo quanto previsto dall’art. 37 del D. Lgs. 81/08. Con riferimento all’Accordo sopra citato, ricordo che è vigente l’obbligo di sottoporre a formazione tutti i lavoratori secondo quanto di seguito riportato: tutte le imprese con lavoratori o soci lavoratori, sono obbligate ad adempiere all’Accordo Stato/Regioni, rimane invece facoltativa la formazione per i collaboratori familiari; tutti i lavoratori devono essere sottoposti a formazione (compresi i lavoratori atipici e quelli assunti a tempo determinato); è previsto che ogni lavoratore sia sottoposto ad una formazione generale di 4 ore (per qualsiasi tipo di impresa) alla quale si aggiunge una formazione specifica di durata variabile a seconda del settore di appartenenza dell’impresa stessa; la durata minima complessiva del corso nel comparto edile è di:

 

16 ore
Aziende ad ALTO RISCHIO
4 ore di formazione generale valida per qualsiasi settore
12 ore di formazione specifica a seconda del settore di appartenenza
Per i lavoratori già in servizio, nel caso non avessero in precedenza fatto alcuna formazione, è necessario adeguarsi immediatamente. Per i neo assunti la formazione dovrà essere fatta anteriormente o entro 60 giorni dall’assunzione.
Specifico che la formazione prevista nell’Accordo in questione non comprende gli ulteriori obblighi di formazione/addestramento disposti dal D. Lgs. 81/08 per alcuni rischi specifici (es.: attrezzature particolari, agenti chimici, rumore, vibrazioni, movimentazione manuale dei carichi, uso dei D.P.I., ecc.), e per le specifiche figure aziendali (RSPP, RLS, addetto alla sicurezza, addetto antincendio, addetto primo soccorso, ecc.) i quali andranno conseguentemente trattati a parte.

 

Faccio presente, inoltre, che la sanzione prevista per l’inadempienza è l’arresto da 2 a 4 mesi o l’ammenda da 1.200 a 5.200 euro. Concludendo, credo che proprio questo debba essere il messaggio da lanciare a tutti coloro che, a qualsiasi titolo, si occupano di salute e sicurezza sul lavoro: una corretta ed adeguata formazione ha un ruolo determinante. Tale formazione non può, per sua natura, essere un adempimento formale e generale, ma deve essere mirata ai destinatari e commisurata ai rischi esistenti. Questo vale per tutti i lavoratori, anche quelli “atipici”.

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