VITERBO – Oltre 200 persone hanno preso parte venerdì 13 marzo al convegno “Canapa: la nuova star della green economy”, svoltosi nella sala conferenze della Camera di Commercio di Viterbo. Un incontro fortemente voluto dal Comitato per la Promozione Imprenditoria Femminile per approfondire gli aspetti legati alla produzione e lavorazione della canapa sativa, soprattutto in ambiti agroalimentari e artigianali, allo scopo di stimolare la riscoperta di una coltivazione in passato diffusa anche nella Tuscia.

 

“In un tempo in cui molto spesso è indispensabile inventarsi un lavoro ed esplorare nuove opportunità – ha detto Serenella Papalini, presidente del Comitato per la Promozione Imprenditoria Femminile – la canapicoltura, che da sempre è associata al mondo femminile, rappresenta un chiaro esempio di un prodotto abbandonato negli ultimi 50 anni ma che oggi può costituire una valida e redditizia occasione per nuove attività imprenditoriali. In tal senso il nostro Comitato ha voluto organizzare un incontro che consentisse di comprendere le reali potenzialità che possono derivare alla produzione e trasformazione della canapa e fare il punto sulla realtà nazionale, regionale e locale. Il risultato è stato veramente positivo sia grazie alla rilevanza dei relatori intervenuti sia alla grandissima partecipazione di persone interessate a questo argomento. Con questo incontro abbiamo veramente gettato le basi per un progetto di sviluppo della canapa sativa nel nostro territorio e, considerando il numero di presenze, dato un in put importante per l’avanzamento delle leggi in ambito regionale e nazionale”.

 

Sulla stessa lunghezza d’onda si è espressa Luigia Melaragni, vicepresidente Camera di Commercio Viterbo: “Nelle imprenditrici c’è voglia di sfide e certamente sapranno cogliere gli stimoli offerti da questa iniziativa, che voglio sottolineare si pone nel segno della green economy, ovvero di un modello ecosostenibile, che rispetta le vocazioni produttive, la cultura, la qualità dell’ambiente, il paesaggio, la bellezza del territorio quali punti di forza per una crescita duratura”.

 

E proprio delle peculiarità del territorio rispetto alla produzione della canapa ha parlato Francesco Monzillo, segretario generale dell’Ente camerale: “La canapa per la Tuscia è stata una coltura importante in passato, come testimoniano immagini, documenti, macchinari e arnesi che grazie a questo incontro abbiamo avuto la possibilità di conoscere o riscoprire. Dopo oltre mezzo secolo si affaccia questa opportunità che potrebbe, se accompagnata anche da politiche di filiera territoriale, rivelarsi un’opzione per numerose aziende agricole della Tuscia tenendo conto le favorevoli caratteristiche climatiche e del suolo”.

 

Marco Mai di Assocanapa Lazio, ha fatto il punto sulla produzione regionale: “Nel Lazio è pochissima la superficie coltivata a canapa: appena 10 ettari e si tratta prevalentemente di colture sperimentali. Tra gli utilizzi più frequenti dalla fibra grezza la bioedilizia e imbottiture, mentre prevale l’uso agroalimentare derivante da semi, olio e farina di canapa. In tal senso stiamo realizzando il progetto Canapa-Cerveteri allo scopo di rilanciare la canapicoltura, la trasformazione e lo sviluppo di nuove filiere locali. Il limite principale rimane l’assenza nel Lazio di un centro di prima trasformazione”.

 

Ed è proprio sul ruolo fondamentale dell’impianto di prima trasformazione che si è soffermata Rachele Invernizzi, imprenditrice del Salento che ha illustrato tutte le fasi produttive: dalla semina alla raccolta, per arrivare alla trasformazione della paglia di canapa in canapulo (80%) e fibra (20%). “Il miglior modo di fare reddito con la canapa – ha detto la Invernizzi – sarebbe poterla conferire entro un raggio di 60-80 chilometri dal campo di coltivazione, condizione attualmente impossibile perché in Italia esistono solo due stabilimenti: uno al nord e l’altro al sud. Dobbiamo invece creare le condizioni per consentire che la canapa diventi una realtà, dando così un aiuto concreto all’agricoltura e all’economia del territorio. Siamo all’inizio di una nuova epoca e dobbiamo tutti collaborare per potenziare un’economia reale e non virtuale”.

 

Sulle possibilità di utilizzo della canapa in ambito tessile si è soffermata Barbara De Dominicis, di Tessuti Antichi Onlus: “Per le sue elevate proprietà di resistenza e isolamento la canapa nel corso dei secoli ha avuto sempre un grande utilizzo, fino al black out degli ultimi decenni. Proprio in questi anni c’è stata una riscoperta dell’uso dei tessuti di canapa anche nel campo dell’abbigliamento, borse e accessori, considerando che stiamo parlando di materiali ecologici, la cui materia prima può essere prodotta in Italia. Non a caso si moltiplicano gli utilizzi anche nel campo della moda con riscontri molto interessanti”.

 

Tra gli intervenuti al convegno: l’onorevole Alessandra Terrosi, relatrice in Commissione Agricoltura della Camera del Disegno di Legge sulla canapa; il consigliere regionali Riccardo Valentini, che ha presentato una proposta di legge regionale per il ripristino della coltivazione della canapa e alla promozione di progetti di filiera; il sindaco Leonardo Michelini, il quale ha ricordato il lavoro svolto un tempo nel centro storico di Viterbo dai “funari”, cioè coloro che facevano le corde con la canapa; Claudio Pomella, presidente di Canapa Live, associazione culturale molto attiva per il rilancio della coltivazione della canapa e promotrice di iniziative di sensibilizzazione, studi e lo stesso progetto di legge regionale; Enio Campiglia, docente dell’Università degli studi della Tuscia e considerato uno dei massimi esperti del settore.

 

Hanno partecipato inoltre il consigliere regionale Enrico Panunzi, gli assessori comunali Antonio Delli Iaconi e Giacomo Barelli, la presidente del Consiglio comunale di Viterbo Maria Rita De Alexandris; Daniela Bizzari, consigliera delegata alle Pari opportunità del Comune di Viterbo.

 

Al termine dell’incontro si è svolta una degustazione di prodotti enogastronomici realizzati con l’uso della canapa sativa in collaborazione con l’agriristoro “Il calice e la stella”, “L’Etoile di Alice” e il Panificio Anselmi. Inoltre è stato possibile visionare alcuni manufatti in canapa e antichi arnesi utilizzati per la canapicoltura grazie alla collaborazione di Assocanapa e del Museo delle tradizioni popolari di Canepina.

 

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