Secondo i dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, elaborati da InfoCamere, oltre 1.200 realtà imprenditoriali della provincia di Viterbo si sono riunite in reti d’impresa.

 Con 32 imprese in rete ogni 1.000 registrate, prima in Italia, e 1.216 aderenti ad un contratto di rete, seconda solo a Roma, la provincia di Viterbo si posiziona al top in Italia nella speciale classifica delle imprese che hanno sottoscritto un contratto di rete.

È quanto emerge dai dati ufficiali del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, elaborati da InfoCamere, che tiene conto sia delle reti contratto che delle reti soggetto.

 

“Negli ultimi mesi – dichiara Domenico Merlani, presidente della Camera di Commercio Viterbo – si è registrato un grande fermento, stimolato anche dai bandi regionali, che ha visto protagoniste l’Ente camerale, le associazioni di categoria e le imprese dare ciascuno il proprio contributo  per costituire realtà aggregative più solide e in grado di offrire vantaggi competitivi. Un cambio culturale importante per la nostra provincia, da sempre caratterizzata dalla presenza di piccole e micro imprese, ma che proprio nello spirito di aggregazione da tempo auspicato può trovare nuova linfa per lo sviluppo economico locale”.

 

A livello nazionale si contano, secondo i dati aggiornati ai primi giorni del mese di ottobre, 30.727 realtà sparse su tutto il territorio nazionale, nessuna provincia esclusa, riunite in 4.978 contratti. Tra i settori a maggiore vocazione per la collaborazione in rete, in termini assoluti il primato va all’agricoltura (con 5.647 imprese aderenti ad un contratto), seguita dal commercio (5.052) e dalle attività manifatturiere (4.939). In termini relativi, a scegliere più di altri il contratto di rete sono le imprese della sanità, con 29 imprese in rete ogni mille del settore (a fronte di una media nazionale di 5 imprese in rete ogni mille esistenti). Seguono quelle operanti nella fornitura di acqua, reti fognarie e gestione dei rifiuti (18 in rete ogni mille), nelle attività professionali scientifiche e tecniche (9,4), nei servizi di informazione e comunicazione e nelle attività manifatturiere (entrambe con 8,7 imprese in rete ogni mille).

 

A livello regionale, il Lazio è la prima regione italiana per numero di imprese che hanno stipulato un contratto di rete (8.208), seguita da Lombardia (3.268), Veneto (2.306) e Campania (2.278). In termini relativi, i più attratti dai vantaggi della collaborazione sono gli imprenditori del Friuli-Venezia Giulia (con 13,5 imprese in rete ogni mille con sede in regione). A seguire quelli di Lazio (12,5), Umbria (7,8) e Abruzzo (7,2). Tra le province, è Roma la capitale assoluta del fenomeno con 4.827 imprese firmatarie di un contratto di rete (il 15% del totale nazionale). A testimonianza del grande successo riscosso da questa formula nel Lazio, al secondo posto della classifica provinciale figura Viterbo, con 1.216 imprese in rete, seguita da Milano (1.140), Frosinone (1.035) e Salerno (924). Passando dai valori assoluti a quelli relativi, il Lazio colloca ben 4 province nei primi 4 posti: nell’ordine, Viterbo (32 imprese in rete ogni mille in provincia), Frosinone (21,5), Rieti (16) e Latina (15,3). A seguire Udine (14,2) e Gorizia (13,5). Delle quasi 5000 reti censite, il 48% è costituita in media da meno di quattro imprese, il 37% conta tra 4 e 9 imprese e il restante 15% annovera in media 10 o più imprese affiliate.

 

I dati sono stati diffusi in occasione della nascita dell’Osservatorio sulle Reti d’Impresa frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, InfoCamere e RetImpresa. L’Osservatorio si propone di rafforzare la conoscenza delle aggregazioni e di monitorare l’andamento e i nuovi trend di un fenomeno che conta quasi 5.000 realtà per oltre 30.700 imprese coinvolte su tutto il territorio nazionale e che sta interessando sempre più ambiti strategici come la trasformazione digitale 4.0, l’innovazione, l’internazionalizzazione, la promozione territoriale fino all’economia circolare.

Le attività di analisi porteranno all’elaborazione di un report annuale e alla realizzazione di specifiche indagini mirate, anche a supporto di auspicabili future azioni di policy finalizzate alla promozione dello strumento del contratto di rete e alla crescita organizzativa e dimensionale delle imprese, specie Pmi.

 

 

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