VITERBO – “Le elité innovatrici e reazionarie si contendono il consenso delle masse, sempre più populiste e sempre più condizionate dai media, fake news, ansia e stress. Rassicurano con la speranza del ritorno al passato, riscuotendo ampio consenso come le ultime elezioni statunitensi, o rassicurano con la speranza del futuro tecnologico e dell’innovazione, insomma del progresso globalizzato, come soluzione vincente ai problemi attuali.

L’argomento va affrontato da un punto di vista culturale, che è alla base del pensiero delle civiltà, attrici della globalizzazione.

In realtà quello che oggi è in causa è un grande cambiamento dei valori sociali.

Il sapere tecnico è l’espressione della reazione dell’uomo ai problemi mutevoli creati dall’ambiente e dai suoi simili.

In poche parole è la propensione alla “cultura del cambiamento”. Una cultura che trova le sue radici nella capacità di ascolto, di osservazione, di sperimentazione, di curiosità e di proiezione del futuro. Ovviamente queste attitudini ed attività non sono avulse dal contesto sociale e quindi dalle istituzioni esistenti, le quali esse stesse devono adattarsi alle nuove esigenze.

Il processo di sviluppo è complesso e molte volte, se vuole crescere in modo armonico, anche assai lento. Certo è che, nella comunicazione globale, ove le informazioni si diffondono con una rapidità immediata ,il lento procedere quale variabile indipendente alla crescita armonica di una collettività non è più attuabile. La rapidità dell’evoluzione tecnologica crea smarrimento e incertezza identitaria: l’effetto esterno del mercato unico, della globalizzazione, prima intacca le vecchie sicurezze, i vecchi codici di appartenenza ad un territorio, a una storia, a una fede, poi agisce come reazione al cambiamento in atto. Ogni individuo necessita di centri di stabilità, ognuno funzionante secondo il proprio Dharma, importanti ed impostanti per il nostro modo di vivere.

Infine, l’uomo del futuro, assorbendo l’esperienza che vivrà dominerà la robotica digitale, potendo ancora affermare mensura omnium rerum homo? (S.Tommaso D’Aquino Summa Theologica 1265 – 1273).

“Concludo – afferma il presidente Signori – con una chiosa, alcuni storici contemporanei, come Ferguson in “Il Declino dell’Occidente” (2013), ritengono che la rivoluzione tecnologica digitale in corso, per diversi motivi, non sia la soluzione per uscire dalla crisi economica”.

Stefano Signori
Presidente Confartigianato Viterbo