Con determinazione della Regione Lazio è stata autorizzata la richiesta originaria di ampliamento di 600 mila mc della discarica di Viterbo in loc. Fornaci, richiesta inizialmente respinta dalla stessa Regione che nel 2019 aveva assentito a soli 275 mila mc che sarebbero dovuti essere sufficienti per il conferimento dei rifiuti del nostro ATO per i successivi 4 anni.

Nei fatti, però, e ad ammetterlo è la stessa Regione Lazio, a causa della chiusura della discarica di Roccasecca, della mancata realizzazione della nuova discarica dell’ATO Roma, ancora oggi incapace di assolvere autonomamente agli obiettivi di chiusura del ciclo dei rifiuti, e della pioggia di ordinanze con cui Zingaretti ha dato il via libera all’invasione di rifiuti da parte di Roma e di tutte le provincie del Lazio, ad appena due anni dal respingimento della richiesta, abbiamo praticamente già colmato la capienza dell’impianto viterbese, ad oggi non più in grado di garantire anche il solo conferimento dei rifiuti di Viterbo, l’unica provincia autosufficiente nella gestione del ciclo dei rifiuti.

Non solo, è chiaro che, in virtù del principio secondo cui, in attesa dell’autosufficienza degli altri ATO, questi potranno conferire negli impianti più vicini, a beneficiare dell’ampliamento appena autorizzato saranno le altre province e soprattutto Roma, relegata alla drammatica situazione dei rifiuti ormai nota a causa del continuo balzello di responsabilità tra Amministrazione capitolina e Regione Lazio, tra Cinquestelle e PD.

Viterbo ha negli anni costruito la sua autosufficienza nella gestione del ciclo rifiuti, che presto, nonostante l’ampliamento dell’invaso, in assenza di un piano serio che garantisca l’autosufficienza delle altre province del Lazio, rischierà di andare di nuovo persa, con un ulteriore danno per i cittadini viterbesi che dovranno pagare di più, per poi vedere i loro rifiuti essere smaltiti altrove.

Come già fatto in precedenza, come forza politica di maggioranza del Comune di Viterbo, faremo sì che l’Ente si opponga a tale ulteriore aggravio per il nostro territorio, divenuto ormai meta di troppe servitù che non rispettano la sua naturale vocazione.

E’ chiaro che Viterbo sia diventata nei piani della regione la discarica del Lazio, così come è chiara la responsabilità politica di chi insegue emergenze, senza alcuna pianificazione e senza alcun rispetto dei territori e dei cittadini.