Egregio Ministro,
come avrà certamente letto, molti amministratori della Provincia di Viterbo hanno sottoscritto un appello, inviato al ministro Speranza e al Governatore Zingaretti, nel quale chiedono che la Tuscia sia considerata “zona arancione” e non “rossa” almeno fino al 3 aprile, giorno della vigilia di Pasqua. Il motivo è semplice: tutti gli indici dicono che, nel nostro territorio, la pandemia rallenta e, dunque, passare dal “giallo” al “rosso”, in un colpo solo, senza che vi siano evidenze scientifiche che giustifichino una tale penalizzazione, rappresenta una “punizione” assolutamente inaccettabile non solo per gli amministratori, ma per tutti i cittadini.
La domanda che ognuno si pone, infatti, è semplice: perché, se abbiamo rispettato le regole che ci sono state imposte e se abbiamo fatto i sacrifici (economici, con le chiusure, e personali, con la privazione di parte della nostra libertà) che ci sono stati richiesti, adesso, anziché essere premiati, veniamo addirittura sottoposti a nuove restrizioni?
A livello nazionale, come noto, la Sardegna, che ha tutti gli indici in ribasso, è stata giustamente promossa a “zona bianca”: sI è fatta una distinzione, rispetto alle altre Regioni, proprio in base alle evidenze scientifiche. E lo stesso, a mio giudizio, andrebbe fatto con i vari territori, valutando chi è stato virtuoso e chi no. Nella Tuscia, più o meno tutti, consapevoli del fatto che la “zona rossa” comporta una situazione gravissima, soprattutto sotto il profilo economico, hanno cercato di adeguarsi alle rigide norme sanitarie per evitarla e i risultati sono negli indici di contagio, in netto ribasso. Andare verso la Pasqua con questa ingiusta penalizzazione, però, potrebbe rappresentare la mazzata definitiva, anche sotto il profilo psicologico, disincentivando, peraltro, la popolazione a mantenere i comportamenti virtuosi.
Sono, perciò, a chiederLe di fare tutto quanto in Suo potere, in qualità di Ministro per gli Affari Regioniali, per far sì che alla Provincia di Viterbo sia concesso di uscire dalla “zona rossa”, almeno fino al 3 aprile, non sulla base di un astruso favoritismo, ma prendendo in considerazione i parametri scientifici, che indicano come la comunità viterbese abbia seguito comportamenti assolutamente ligi alle indicazioni del Governo e degli scienziati. Sarebbe un atto di equità, che indurrebbe tutti i cittadini della Tuscia a proseguire sulla strada intrapresa, che, a piccoli passi, sta portando la pandemia lontano dal nostro territorio.
Certo della Sua comprensione e di un Suo immediato intervento, Le porgo i più cordiali saluti.

Giulio Marini, consigliere comunale di Viterbo e responsabile Turismo di Forza Italia nel Lazio