“L’Inps rimborserà ai pensionati solo il 12,4%”

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VITERBO – I pensionati italiani sono già in fila agli sportelli per incassare gli importi dovuti per la rivalutazione delle pensioni sancita dalla sentenza della Consulta: il rimborso degli arretrati recepito con decreto legge del Governo Renzi e scattato formalmente il 1° agosto scorso, però, non sarà per tutti. Quattro anni fa il governo Monti, con una misura approvata in seno al programma di austerità applicato a partire dalla manovra del 2011, aveva bloccato l’adeguamento all’inflazione degli assegni pensionistici superiori a tre volte il minimo (1.405 euro lordi).

 

La Corte Costituzionale, però, ha bocciato, dichiarandolo illegittimo, tale blocco imponendo al governo Renzi il rimborso per la rivalutazione pensionistica.

 

«La sentenza della Corte Costituzionale – interviene Andrea De Simone (foto), direttore di Confartigianato imprese di Viterbo – è stata recepita dal governo in modo incongruo e inappropriato. Il rimborso non sarà per tutti e soprattutto a nessuno sarà restituita la somma completa dovuta. In altre parole, l’ennesimo contentino populista che non aiuta nessuno».

 

Secondo lo studio diffuso dal centro studi di Confartigianato, e ripreso da più parti, la restituzione degli arretrati per la mancata indicizzazione delle pensioni nel biennio 2012-2013 coprirà solo il 12,4% di quanto realmente perso.

 

«A conti fatti – continua De Simone – verranno restituiti sono 2,1 miliardi di euro e il calcolo dei rimborsi, suddiviso per fasce, rivaluta parzialmente le pensione comprese tra 3 e 6 volte il minimo, escludendo tutte quelle di importo superiore. Lo Stato ha quindi ridotto drasticamente l’onere a suo carico che, dagli oltre 20 milioni di euro previsti dall’applicazione integrale della sentenza, sarà inferiore ai 2 miliardi».

 

I base a quanto disposto dal decreto legge renziano, infatti, i pensionati italiani che nel 2011 e 2012 hanno recepito trattamenti pensionistici compresi tra i 1.405 euro e i 2.886 euro al mese, riceveranno automaticamente dall’Inps i rimborsi per gli arretrati (le somme oscilleranno indicativamente tra i 300 e i 1.000 euro) e otterranno la rivalutazione della loro pensione mensile a partire dalla rata in pagamento ad agosto 2015 e infine un’ulteriore rivalutazione dell’importo mensile a partire dal primo gennaio 2016. Coloro che hanno avuto importi inferiori non hanno diritto a nulla perché le loro pensioni non hanno subito il blocco; lo stesso discorso vale per gli importi superiori. Infine, per quel che riguarda gli eredi la questione è ulteriormente ingarbugliata: il bonus, infatti, potrà essere richiesto per chi è deceduto dopo l’interruzione del 2011, relativamente ai mesi in cui gli assegni pensionistici sono stati erogati; sarà però necessaria una procedura telematica e l’Inps specifica che il pagamento sarà effettuato a domanda e nei limiti della prescrizione.

 

«Ricapitolando – conclude il direttore provinciale – gli eredi devono sbrigarsi prima che sia troppo tardi, per tutti gli altri che già sono in fila malgrado il caldo asfissiante l’augurio è di non vedersi presi per il naso dall’ennesima manovra salva-governo e non salva-cittadini»

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