Granieri e Mattia

 

REGIONE – “Il mondo ha fame di Italia. Il nostro agroalimentare è in assoluto il più ricercato all’estero. Abbiamo sostenuto un investimento importante per essere qui a Milano perché sono queste le iniziative che aiutano nella costruzione di quella traiettoria di futuro che vedrà sempre più protagonisti anche gli olivicoltori di Roma e del Lazio”.

È il commento di David Granieri, presidente Coldiretti Lazio e di Unaprol, Consorzio olivicolo nazionale, a Milano, alla inaugurazione di Tuttofood, la fiera internazionale più frequentata dagli operatori dei mercati mondiali dell’alimentazione. È stato proprio Granieri ad accogliere i primi visitatori al padiglione di Unaprol che ospita la Op Latium – organizzazione produttiva che raggruppa 9.000 olivicoltori laziali. “Qui ci sono 300 buyers arrivati da ogni parte del mondo per conoscere, sperimentare e proporre sui mercati le migliori produzioni agroalimentari. Qui nascono le migliori opportunità per collocare il nostro olio extravergine e proprio questi contesti – aggiunge Granieri – misurano il grado di maturità degli imprenditori chiamati a conquistare, con la forza della qualità del proprio prodotto, nuove quote di mercato. Il successo delle esportazioni italiane sta nei numeri della indagine della Coldiretti sui dati Istat sul commercio estero.

Crescita del 10% a gennaio 2017 rispetto a gennaio 2016, dopo che lo scorso anno già si era toccato il picco più alto di sempre di 38,4 miliardi di euro di export. Il prodotto alimentare tricolore più apprezzato al mondo (dati 2016) è il vino con un valore di 5,6 miliardi. L’olio di oliva fa 1,2 miliardi di euro di export. “Non basta fare qualità. Dobbiamo anche saperla vendere bene per capitalizzare il tanto lavoro che fa grande ogni litro del nostro extravergine. La presenza della Op Latium a Tuttofood – spiega Aldo Mattia, direttore della Coldiretti del Lazio – è finalizzata anche a sostenere l’iter avviato presso il ministero (Mipaaf) per il riconoscimento del marchio Roma, denominazione Igp che abbiamo richiesto per identificare e valorizzare, anche in termini di reddito per le aziende olivicole, l’extravergine prodotto nelle cinque province del Lazio”.

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