Stefano Signori
Stefano Signori

 

VITERBO – Lo scontro tra Gianni Pittella e Antonio Tajani per la presidenza del Parlamento europeo ha aperto ufficialmente una nuova fase politica. Fino ad ora l’Europa è stata governata da una sorta di grande coalizione, fondata sui Popolari e i Socialisti, una sorta di patto del Nazareno di tipo made in Italy Europeo.

L’alleanza fu siglata per ragioni oggettive, di necessità. I Popolari vittoriosi (di piccola misura) rispetto alla sinistra democratica, non erano in grado di siglare una coalizione di centrodestra con gli euroscettici, i populisti, le componenti xenofobe, chiusero un accordo con i socialdemocratici per un produttivo governo Europeo.

L’acuirsi dei problemi europei e mondiali, il perdurare della stagnazione economica, l’iniziativa intelligente della Cina e ambigua, ma efficace, della Russia, l’uscita della Gran Bretagna, progressivamente hanno messo a nudo una paralisi della UE e l’inconsistenza della grande coalizione nel parare i colpi.

L’affermazione sempre più ampia di sentimenti antieuropei, di un orientamento demagogico, xenofobo e razzista, la carenza di lavoro, economie e politiche di rigore rivolte sui ceti produttivi, hanno ben segnalato che si stava vicino a un punto di rottura. Punto, ampiamente raggiunto, con la vittoria di Trump, che impone un ripensamento strategico a tutto il Vecchio Continente. Dunque la rottura sulla presidenza del Parlamento europeo tra Popolari e Socialisti, non è la causa della fine della grande alleanza di questi ultimi due anni; semmai ne è la conseguenza. Se è saltata una gabbia, quella di un rapporto spesso faticoso e tortuoso con i Popolari, sarebbe illusorio e sbagliato per i Socialisti costruire un’altra gabbia in un rapporto con i Verdi e i Comunisti della Gue. Anch’esso risulterebbe faticoso e tortuoso, date le divergenze programmatiche che in tanti momenti si sono manifestate.

La linea maestra secondo Confartigianato – afferma il presidente Stefano Signori – “è un manifesto programmatico  rivolto a tutte le forze e i singoli deputati democratici senza onor di casacca e interessati al bene dell’Italia in Europa e non paralizzati da tendenze di colore”.

Una sfida programmatica continua, ricca, aperta per realizzare convergenze utili, avanzate, innovative; valorizzando l’assemblea parlamentare, sola istituzione in Europa eletta direttamente dal popolo. “Potremmo, nei prossimi anni, – aggiunge il presidente Signori – noi associazioni datoriali, noi della Confartigianato , se saremo capaci di produrre  idee e proposte a partire dai nostri valori, ritornare al centro del campo politico in Europa con i parlamentari del nostro paese, senza farci imporre false ricette politiche  partitiche da nessuno, ma salvaguardando i nostri beni, quella nostra produzione tutta Italiana,
quella qualità made in Italy invidiata nel mondo, i prodotti che hanno fatto e continuano a fare la differenza sulle tavole dei cittadini di tutto il mondo, in grado di apprezzare la qualità e così facendo senza rimanere indietro nella moda, nelle produzioni tecnologiche, traendo così consensi non solo sulle nostre coste da un turismo Europeo ma anche, anno dopo anno, apprezzamenti sul bel Pese nelle sue bellezze architettoniche, artistiche, museali, archeologiche e soprattutto uniche dell’artigianato di nicchia.

Dunque: no ad un isolamento identitario, nessuna stabile alleanza paralizzante con le  solite egemonie di bassa lega di una politica partitica, ma si alla grande coalizione dei deputati italiani in difesa dei beni della nostra bell’Italia.

“Decideremo così di far valere il  nostro protagonismo per rivendicare un ruolo centrale che non cediamo e non cederemo a nessuno, tanto meno ad una eventuale rivendicazione ora da una parte, ora da un’altra in cui si vedono divisi i deputati di uno stesso paese, il nostro – continua Stefano Signori. Ma se  osserviamo con maggiore attenzione, notiamo invece che altre nazioni nelle tematiche nazionali, trovano connubio per portare a casa i risultati che sventolano sotto l’insegna del medesimo paese anche con casacche diverse. Qualcuno disse: ‘un grande disordine sotto il cielo può coincidere con una ottima situazione per l’azione di cambiamento’. Vedremo questa volta di far tesoro degli sbagli del passato” .