Per non dire cose imprecise, visto che si tratta di cifre, quindi matematica, è bene fare una precisazione. La gestione di un comune è articolata e complessa, non può essere compresa con un colpo d’occhio; per capire realmente il valore delle attività svolte e valutare le capacità di gestione dei politici che amministrano è necessario leggere i rendiconti.

Quanto relazionato e pubblicato dal Commissario Straordinario che governa Montefiascone, nella Delibera n. 33 del 29.06.2021, costituita da ben 15 pagine e relativo Prospetto Dimostrativo A riassuntivo, parla molto chiaro: facendo un confronto mette in risalto la situazione attuale del bilancio del comune di Montefiascone.

Nel 2015 la situazione lasciata dall’Amministrazione Cimarello era in passivo per 894.151.00 euro; nel 2020 il passivo lasciato dal Sindaco Paolini era ulteriormente peggiorato fino a € 1.176.572.00.

Il Comune ha una Cassa Corrente, una voce indipendente nei capitoli del bilancio comunale meglio identificata come Conto Economico, nel quale, durante i cinque anni passati, sono confluiti i vari finanziamenti pubblici da Provincia, Regione, Stato, con soldi liquidi, finalizzati a servizi pubblici spendibili in ogni momento.

In questi anni, non si comprende perché, l’amministrazione Paolini non ha speso nulla, non ha speso soldi per i servizi finanziati che così si sono accumulati, ed al 31/dicembre/2020, hanno raggiunto l’importante cifra di ben 8.355.000,00 Euro.

Questo importo non può essere usato per compensare il passivo accumulato, può solo essere usato per finanziare nuovi servizi per i cittadini.

Non rientra fra gli obiettivi del Comune fare cassa o profitti, tenere bloccata una somma così alta, non usarla per fornire servizi ai cittadini è un errore di gestione di chi amministra; vuol dire non essere neppure in grado di impiegare i denari che si ricevono per effettuare servizi alla cittadinanza, significa ritardare interventi necessari di progettualità, rinviare il progresso, favorire il deterioramento del territorio, impoverire la popolazione, ritardare la ripresa economica locale.

Pietro Brigliozzi