VITERBO – Rilancio del turismo, valorizzazione del termalismo e attuazione di strategie di rete finalizzate ad agevolare l’aumento dei flussi turistici attraverso un’adeguata promozione del territorio.

Di questo, e di molto altro, si è parlato mercoledì sera nel corso della tradizionale conferenza stampa di fine anno organizzata da Federlazio Viterbo.

L’incontro, svoltosi presso l’Hotel Salus Terme di Viterbo, ha dato modo ai presenti di confrontarsi su un tema ampio e sfaccettato come quello del turismo, dando vita a un approfondito dibattito che non ha mancato di fornire spunti interessanti.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente di Federlazio Viterbo, Giovanni Calisti – che ha posto immediatamente sul piatto il fulcro di ogni discussione legata al turismo nella Tuscia.

“Federlazio – spiega Calisti – è da sempre in prima linea per la valorizzazione delle ricchezze della Tuscia. Negli ultimi anni si è parlato spesso di un territorio, il nostro, ricco di potenzialità inespresse; eppure, nonostante tutto, si continua a navigare a vista. Credo pertanto che sia ormai giunto il momento di mettere in campo delle azioni concrete, puntando sui punti di forza che il nostro territorio può proporre, primo fra tutti il termalismo”.

Quali però le migliori strategie per mettere in atto quanto auspicato da Calisti?

Il primo a cercare di dare una risposta è stato il direttore esecutivo dell’ENIT (Agenzia Nazionale del Turismo) Giovanni Bastianelli, che ha animato il dibattito con osservazioni e consigli da tenere in chiara considerazione: “Nelle cose – afferma Bastianelli – bisogna crederci; nel turismo ancora di più. E’ infatti innegabile che il turismo può portare ricchezza e accrescimento a tutti. Se però in chi amministra e in chi vive in un territorio non scatta la giusta scintilla è difficile riuscire a ottenere dei risultati. Nella Tuscia, devo dire, la scintilla c’è stata, soprattutto di recente; e di questo me ne rallegro. A Viterbo, per esempio, si è infatti passati dalle 80 mila presenze degli anni scorsi ai 200 mila attestati oggi. Merito, senza dubbio, di chi ha creduto in questo rilancio. Certo è che di aree che possono ancora crescere ce ne sono ancora diverse. Tra queste il termalismo, che nella Tuscia ha però sempre sofferto la concorrenza di centri più ampi in termini di dimensione e di offerta. A mio, avviso, però, se si facesse comprendere al turista che, a delle visite legate all’arte o ad eventi stagionali, si possono anche unire delle attività improntate ad esempio sul termalismo, il meccanismo potrebbe avviarsi definitivamente e in maniera convincente. Oltre a ciò, soffermandomi su Viterbo, ritengo che i monumenti e gli eventi caratterizzati da unicità possano rivestire un ruolo fondamentale; credo, ad esempio, che la storia legata al Palazzo dei Papi e al primo conclave della storia, così come l’evento incentrato sul trasporto della Macchina di Santa Rosa, debbano essere maggiormente pubblicizzati. Non si può pensare che la gente sia tenuta a conoscere a priori la straordinarietà delle due cose. In merito al trasporto, credo inoltre che si debba cercare di promuovere l’evento non solo all’esterno delle mura ma anche all’interno della città stessa, ponendo magari dei cartelli in prossimità degli ascensori di Valle Faul”.

Sulla necessità di rilanciare il termalismo è intevenuta invece Tiziana Governatori, General Manager di “Terme Salus Hotel” e membro del Consiglio Direttivo di Federlazio: “In questi quattro anni che mi sono occupata di terme – spiega Governatori – abbiamo cercato di creare un’identità per quanto concerne il relax termale, senza disdegnare il fare rete con l’altra realtà attuale che Viterbo può vantare, ovvero, le Terme dei Papi. La difficoltà che però oggi incontriamo è legata al fatto che l’identità di questa città è ancora indefinita. Il fatto che a Viterbo ci siano le terme, ad esempio, non è noto a tutti e questo la dice tutta sulla capacità di Viterbo di essere individuata come città termale. Nel frattempo ci siamo però dati da fare, raccogliendo il parere di 60 operatori qualificatissimi che, al termine della propria disamina, hanno sancito come la Tuscia sia identificabile perlopiù in relazione agli Etruschi e a dei percorsi ad essi dedicati. Una tesi, questa, che ad ogni modo non mi trova pienamente concorde”.

Uno scetticismo, quello di Governatori, che trova concorde Bastianelli il quale, dopo aver sottolineato come il percorso legato agli Etruschi possa interessare perlopiù un turismo di nicchia, invita a spostare l’attenzione su quanto fatto a Civita di Bagnoregio, una realtà capace di creare e sponsorizzare in maniera impeccabile un qualcosa di unico. “A proposito di scintille e di strategie vincenti – afferma Bastianelli – non si può non apprezzare la mossa di far pagare il biglietto ai turisti interessati a visitare Civita di Bagnoregio; una mossa, questa, con la quale si è riusciti a dare ulteriore valore a un qualcosa di già incredibilmente unico nel suo genere”.

Chiamato in causa da Bastianelli, il sindaco di Bagnoregio Francesco Bigiotti ha ringraziato Bastianelli per i riconoscimenti ricevuti, ricostruendo l’iter che a portato Civita a divenire, di fatto, la capitale turistica della Tuscia.

“Avevamo in mano un tesoro straordinario – sottolinea Bigiotti – in cui abbiamo creduto fortemente. C’è in ogni caso da dire come, ancor prima di istituire il biglietto per visitare Civita, notevole rilevanza abbia rivestito soprattutto la scelta di ospitare manifestazioni legate ai motori e al cinema, senza dimenticare un servizio di oltre tre minuti lanciato dal Tg1 in prima serata, che ha contribuito, e non poco, a promuovere Civita in Italia. Per quanto riguarda il territorio di Bagnoregio, credo che il turismo, legato anche all’enogastronomia, sia alla base della crescita economica. La gestione dei turisti? Devo dire che finora è stata ben gestita, ma credo che, se i numeri continueranno crescere, non si potrà non prescindere da delle mosse atte a migliorare la ricettività e a spalmare sul territorio i flussi turistici che andranno ad interessarci”.

Insomma, nella serata targata Federlazio, di spunti su come fornire nuova linfa vitale al turismo della Tuscia ne sono stati forniti davvero molti. Agli amministratori e ai soggetti economici del territorio il compito di studiare l’attuabilità di una linea d’azione vincente, fondata su quanto saggiamente fatto notare da Bastianelli: “I territori vanno raccontati; e una volta raccontati bisogna essere bravi a mantenere sia le aspettative sia il livello di offerta”.

Massimiliano Chindemi

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