Mercato

«In questi giorni un po’ convulsi in cui le amministrazioni comunali stanno cercando in modo encomiabile di far arrivare rapidamente aiuti alle persone in difficoltà attraverso i buoni spesa, – comunica Massimo Pelosi, Relazioni istituzionali Lazio e Roma di Coop, – purtroppo constatiamo che molti Comuni stanno scegliendo la strada peggiore per utilizzare i fondi in quanto intendono tramutarli in ticket restaurant.

Ci sono almeno due buoni motivi per non farlo:

  1. i costi delle commissioni che arrivano fino al 30 % e vanno ad operatori che a questo punto speculano sull’emergenza;
  2. Coop, Conad ed Esselunga solo per fare i nomi dei retailer italiani più importanti si sono impegnati a fare ulteriori sconti sui buoni spesa che di fatto sarebbero soldi che entrerebbero nelle tasche dei cittadini bisognosi. Cari Sindaci se scegliete la modalità Ticket restaurant questi sconti non si potranno applicare perchè dovremmo pagare le commissioni delle società che emettono i ticket

Pertanto vi invitiamo ad utilizzare altre soluzioni:

1 emissione di buoni spesa comunali facendo attenzione che non siano falsificabili

2 acquisto da parte del Comune di Buoni Spesa emessi dagli esercenti da distribuire poi agli aventi diritto per acquisti di beni di prima necessità (magari attraverso il volontariato);

3 acquisto diretto presso i punti di vendita alimentari della città, da parte di Comuni e/o di Associazioni ed Enti da questi delegati, di beni di prima necessità da distribuire successivamente agli aventi diritto.

 

In ogni caso vi chiediamo di attivare un confronto con le associazioni di categoria teso a non sprecare neanche un euro di questi fondi destinato esclusivamente a chi ne ha bisogno».