In base ad una ricerca effettuata dal Politecnico di Milano, le PMI italiane sono ancora indietro in tema di digitalizzazione.

L’indagine è stata condotta su 1.500 piccole e medie imprese del Belpaese, dalla quale è emersa una certa difficoltà nel processo di trasformazione digitale.

Le basi per questa rivoluzione digitale non mancano, poiché 9 imprenditori su 10 ritengono non solo inevitabile, ma anche proficuo e conveniente lo sfruttamento di nuove tecnologie efficienti e produttive.

Cosa frena allora le PMI? Secondo i dati le principali preoccupazioni riguardano l’investimento nella digitalizzazione. Ciò succede poiché molti imprenditori guardano più al breve termine che al medio-lungo termine.

Alla luce dei nuovi sviluppi tecnologici si tratta però di una visione piuttosto anacronistica, poiché bisogna considerare i vantaggi e le opportunità che garantisce la digitalizzazione sia sul breve che sul lungo periodo.

I servizi camerali ad esempio, si possono oggi richiedere ed acquistare direttamente online, bypassando molti step burocratici che rallentano le normali attività. Inoltre rappresentano un volano importante verso la digitalizzazione 4.0 per migliorare l’efficienza e la produttività di un’azienda, per quanto riguarda la sfera degli assolvimenti burocratici ed amministrativi.

Oggi si possono acquistare servizi camerali direttamente online su portali specializzati come Ufficio Camerale. Qui è possibile accedere ad importanti servizi come la firma digitale, la posta elettronica certificata e la visura camerale per tributaristi, avvocati, notai, ingegneri, architetti, liberi professionisti dotati di partita IVA ecc.

La “colpa” però non è solo delle singole PMI, apparentemente reticenti a svolte di impatto come la digitalizzazione dei processi aziendali, ma anche della scarsa attenzione da parte delle istituzioni.

Servirebbe una comunicazione più fluida e diretta per rendere la stessa digitalizzazione maggiormente accessibile e comprensibile ad aziende, imprenditori e professionisti.

I servizi digitalizzati non devono essere demonizzati né tanto meno visti come un nemico, ma vanno concepiti come opportunità per rendere più redditizia e performante la propria attività.

Le PMI, per affrontare nel migliore dei modi questa transizione, dovrebbero dotarsi di figure specializzate e dedicate a specifici ambiti del digitale.

I data scientist, gli e-commerce manager ed i responsabili della sicurezza informatica sono figure che stanno iniziando a fare capolino sempre più spesso nelle aziende, ma il loro numero risulta ancora insufficiente.

Succede quindi che le aziende sono costrette ad affidare a soggetti esterni i servizi digitali come la creazione di piattaforme web, e-commerce, gestione di software ecc. Tutto questo comporta ovviamente dei costi che gravano sul budget aziendale e ne rallentano la crescita.

Sarebbe molto più conveniente formare personale interno per gestire nel migliore dei modi ogni processo digitalizzato. Proprio la formazione, che andrebbe maggiormente implementata, rappresenta un altro nervo scoperto delle PMI che devono recuperare terreno rispetto alle altre realtà europee.

La situazione per quanto complessa è ancora recuperabile, purché PMI, aziende e liberi professionisti comprendano quanto prima la necessità di passare ad una digitalizzazione efficiente e produttiva.