«Oggi alle ore 12:30 la Camera dei Deputati ascolterà le proposte delle imprese geotermoeletriche a zero emissioni, innovazione italiana nel settore della geotermia, che vedrà nella Regione Umbria la prima centrale pilota a 5 Mwe.

L’ONU attraverso la Global Geothermal Alliance dopo COP21 di Parigi del 2015 decise che i Paesi del mondo con territorio geotermico avrebbero dovuto svilupparsi dando precedenza a questa risorsa rinnovabile per avviare la decarbonizzazione nella produzione di energia per la riduzione dell’aumento delle temperature terrestri.

In Italia purtroppo il settore ha dovuto fare i conti con le resistenze di un monopolio Enel non propenso a fare sviluppare tecnologie a zero emissioni più ecologiche delle centrali toscane ad emissioni, e dei comitati fake di contestatori a tutto dall’energia, ai noccioleti, alle strade e alla ferrovie.

Ma il vero danno allo sviluppo del settore lo hanno commesso i Sindaci dei piccoli Comuni sotto i 5000 abitanti che invece di pensare di cambiare il volto e l’ecologia del loro territorio hanno pensato di governarlo sulla paura del cambiamento e del SI allo sviluppo della green economy, provocando la fuga di tutti i giovani diplomati e laureati verso le grandi città o verso l’estero, dove allo sviluppo sostenibile ed ecologico, come quello della geotermia si dice sempre SI.

In Toscana ci sono quasi trenta centrali e non c’é mai stata una scossa sismica, ma ancora oggi i Sindaci tipo Andrea Garbini di Castel Giorgio parla di pericolo sismico, abbandonando gli edifici, strade, scuole, impianti sportivi del suo territorio alla fatiscenza e ad impianti energetici altamente inquinanti con carbone, gas e petrolio, da fare aumentare la probabilità di fare ammalare di malattie respiratorie le persone che ci abitano.

Oggi rappresenteremo alla Camera dei Deputati le oltre 200 città convertibili a geotermia passando in Italia dagli 800 MWe istallati in Toscana dall’Enel Green Power ai potenziali 7450 MWe calcolati dal GSE.

Se in Italia, soprattutto in Regione Umbria e Regione Lazio, daremo fiducia alla green economy queste aree diventeranno le aree più ricche ed ecologiche del Paese, oppure avremo altri 10 anni di recessione e crisi, con l’aumento dell’inquinamento energetico».

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