Il Comune di Ronciglione, successivamente all’approvazione del bilancio di previsione, affiderà all’Università della Tuscia di Viterbo, Dip. di Scienze Ecologiche e Biologiche, lo studio per l’individuazione di risorse idropotabili alternative. Un progetto che, stando alle recenti indagini condotte dal Dipartimento e coordinate dal Prof. Vincenzo Piscopo, potrebbe portare alla risoluzione di uno dei problemi più annosi del territorio.

L’affidamento di questa indagine, qualora avesse esito positivo – ha commentato il sindaco Mario Mengoni – segnerebbe un deciso cambio di rotta nell’approvvigionamento delle acque per il nostro comune, che finora ha avuto il Lago di Vico come fonte principale, purtroppo ormai riconosciuta dalla deliberazione n.276 del 19 maggio 2020 della Giunta regionale del Lazio come inutilizzabile, se non in via eccezionale per mancanza di fonti alternative. Ci auguriamo che lo studio che a breve verrà commissionato abbia esito positivo, e che per i successivi investimenti necessari ci sia il supporto da parte degli enti sovraordinati”.

Attualmente le fonti di approvvigionamento idropotabile del Comune (pozzo, sorgente e lago) hanno problematiche per cui è richiesto il trattamento delle acque captate prima dell’immissione nella rete acquedottistica, in particolare l’acqua captata dal Lago di Vico presenta criticità di non facile risoluzione. Il progetto ha come obiettivo l’individuazione e la valutazione di risorse idriche sotterranee alternative a quelle attualmente captate per l’approvvigionamento idrico potabile del Comune.


Recenti studi condotti dal Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche dell’Università degli Studi della Tuscia hanno individuato nella struttura idrogeologica del Monte Cimino la presenza di acquiferi ad alta quota caratterizzati da acque con basso contenuto di arsenico e fluoruri. Questi acquiferi sono attualmente captati solo in parte e possono essere ulteriormente utilizzati per l’approvvigionamento idropotabile. Le aree di interesse peraltro sono caratterizzate da coperture boschive e da una scarsa attività antropica, elementi questi che garantiscono una ridotta vulnerabilità all’inquinamento degli acquiferi.

Lo studio progettato dal Dipartimento è finalizzato proprio a valutare la possibilità di captare risorse idriche nel versante meridionale del Monte Cimino ad una quota di circa 800 m s.l.m. e ad una distanza di circa 12 km in linea d’aria dal Comune di Ronciglione. Nello specifico, si verificherà la portata delle acque sotterranee, la loro qualità ai fini dell’uso potabile e l’individuazione della tecnica più idonea per la loro eventuale captazione, nel caso risultino sufficienti per il fabbisogno idropotabile del Comune di Ronciglione.
Al termine dello studio, i risultati delle indagini e delle valutazioni verranno sintetizzati in un rapporto tecnico che sarà poi consegnato al Comune.