VITERBO – Coldiretti Viterbo comunica che è stato scongiurato il blocco delle attività del laboratorio Aral (Associazione Regionale Allevatori) di Maccarese, a seguito della sua protesta avvenuta tramite l’abbandono del tavolo agroalimentare in Regione la scorsa settimana. L’Aral è il luogo fondamentale dove cinquanta tecnici svolgono quotidianamente attività di controllo qualitativo sul latte prodotto nel Lazio, con prelievo e analisi di 300mila campioni di controllo annuale su 60mila capi di bestiame. Alla manifestazione hanno partecipato mille allevatori provenienti dalle cinque province, tra cui una molti da Viterbo.

 

Il laboratorio, tuttavia, entro 60 giorni lascerà la sua sede storica per essere trasferito nella struttura di Testa di Lepre, una frazione di Fiumicino. “La nostra mobilitazione si è resa necessaria per evitare l’interruzione di un servizio vitale per la sopravvivenza di 1.600 allevamenti. Entro 60 giorni il trasloco deve essere concluso. Adesso – ha detto il presidente della Coldiretti del Lazio, David Granieri – la Regione deve investire sulla zootecnia, anche perché è il comparto, tra quelli agricoli, che conta il maggior numero di occupati. Ma attenzione, non vogliamo soldi, anche perché siamo consapevoli del difficile momento finanziario della Regione Lazio. Chiediamo però attenzione istituzionale, regole certe e leggi di qualità a sostegno del settore primario”. “Le conseguenze della protesta di Coldiretti avvenuta la scorsa settimana iniziano a farsi sentire- ha rimarcato il direttore della Coldiretti di Viterbo, Ermanno Mazzetti (foto) – e questo ci fa capire che un gesto tanto estremo come abbandonare il confronto era necessario”. In tarda mattinata, infatti, l’assessore regionale all’agricoltura Sonia Ricci è arrivata a Maccarese per incontrare i manifestanti e i dirigenti della Coldiretti pronunciando le seguenti parole:“Non nascondo che nel caso del laboratorio Aral ci siano stati nostri colpevoli ritardi, ma siamo pronti a recuperare.

 

Entro 60 giorni il Lazio – ha spiegato Ricci armata di megafono – avrà la Casa dell’Allevatore per garantire agli operatori zootecnici una ampia gamma di servizi tecnici, consulenza e assistenza”. L’assessore ha inoltre anticipato che la Regione, come concordato con il governatore Nicola Zingaretti, si occuperà presto della Centrale del Latte di Roma (di cui detiene quote) che è strategica per le fasi di lavorazione e commercializzazione del prodotto regionale, annunciando infine che “entro giugno sarà riconvocato il tavolo agroalimentare per entrare nel merito della trattativa sul prezzo del latte alla stalla anche in presenza dei raccoglitori e dei trasformatori, cioè cooperative e industrie”. “Il segno di rottura che abbiamo dato abbandonando il tavolo agroalimentare – ha aggiunto il Presidente di Coldiretti Viterbo Mauro Pacifici- è servito a recuperare attenzione, ma anche a spese di allevatori che hanno lasciato ancora una volta il loro lavoro per essere presenti alle proteste romane. Da questo momento ci aspettiamo programmi concreti dall’assessore, per non continuare a manifestare ad oltranza”.

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