VITERBO – Prima si incassa il dovuto dai propri clienti, poi si pagano le tasse. E’ un principio molto semplice, di buonsenso.

Eppure fino al 31 dicembre 2016 le imprese italiane hanno dovuto versare al fisco sulla base non del reddito effettivo ma di quanto speravano di incassare. Il 1° gennaio di quest’anno è scattata, finalmente, una importante innovazione. Si cambia sul serio. “Per le imprese in contabilità semplificata ovvero che annotano nei registri Iva tutta la contabilità, compresi i costi del personale, viene introdotto il cosiddetto criterio per cassa in sostituzione del criterio per competenza. Le tasse saranno cioè legate alla reale disponibilità finanziaria anziché alla maturazione del diritto all’incasso”, spiega Luigia Melaragni, segretaria della CNA di Viterbo e Civitavecchia.

“E’ davvero un bel passo in avanti, compiuto, è bene dirlo, senza eccessivi oneri per le casse dello Stato, perché i versamenti saranno solo posposti. Da anni ci battevamo per questa opera di giustizia – sottolinea Melaragni -. La svolta è arrivata con la Legge di Bilancio 2017. Siamo soddisfatti per aver raggiunto un risultato utile e concreto”.

Secondo una elaborazione del Centro Studi CNA e dell’Osservatorio permanente sulla tassazione, le piccole imprese in contabilità semplificata che potranno adottare il criterio per cassa sono 2 milioni e 266mila, ovvero il 57,2 per cento delle imprese italiane. La percentuale sale al 79,4 se si fa riferimento alle imprese individuali.