Sospese per otto mesi, nelle more della prossima mappatura delle aree idonee e non, le nuove autorizzazioni di impianti di produzione di energia eolica e le nuove installazioni di fotovoltaico posizionato a terra di grandi dimensioni, salvo che si tratti di impianti agrovoltaici che adottino soluzioni integrative con montaggio verticale dei moduli in modo da non compromettere la continuità delle attività di coltivazione e purché realizzati con sistemi di monitoraggio che consentano di verificare l’impatto sulle colture, in quelle zone che, in base alla classificazione degli impianti di Fonti Energetiche Rinnovabili (Fer) e alle linee guida dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (Ptpr), l’impatto dell’impianto sul Paesaggio risulti indicato come “Non compatibile” (NC)”.

« Tutto ciò si è reso necessario per evitare il far west pianificatorio in alcuni territori regionali dove sono in corso pericolose speculazioni sui suoli agricoli come la provincia di Viterbo e Latina» ha affermato la consigliera regionale Silvia Blasi. «La pausa dovuta alla moratoria consentirà al gruppo di lavoro interdisciplinare neo istituito con la medesima legge, di lavorare in sinergia con gli enti locali per definire proprio le aree non idonee all’installazione in coerenza con le previsioni del PTPR e delle vocazioni territoriali alla produzioni agricole di qualità , privilegiando le aree industriali dismesse, le cave e i i siti abbandonati» prosegue e conclude la Blasi «in ultimo la transizione ecologica, così tanto invocata ultimamente, passa necessariamente anche attraverso la tutela del suolo agricolo che fornisce servizi ecosistemici insostituibili oltre a cibo disponibile a filiera corta».