Ragazzi della Tuscia di cui andar fieri, simbolo di una nuova generazione di ragazze e ragazzi che vogliono costruire con le proprie forze quello che sarà il loro futuro. In Italia? All’estero? Poco importa: questi studenti fanno parte di una società liquida, i cui confini non sono altro che le autostrade che li traghettano da un Paese all’altro anche nell’arco di pochi giorni, perché questi giovani sanno essere cittadini italiani, ma anche cittadini del mondo, con passaporto sempre pronto alla mano e tanta voglia di affermare se stessi e i propri talenti.

Fanno parte di questa nuova generazione i 18 studenti partiti quest’anno dalla Tuscia per trascorrere un periodo di studio e di vita all’estero con Intercultura. Un’esperienza che può durare dalle poche settimane estive all’intero anno scolastico ma che, in ogni caso, grazie anche al ruolo formativo dei volontari di Intercultura che accompagnano passo passo in ogni fase del percorso questi studenti, aiuta a sviluppare le competenze necessarie per poter avere una marcia in più nella vita lavorativa come in quella personale.

Lo sa bene Maria Paola De Angelis17enne, studentessa dell’Istituto Scolastico Cardarelli di Tarquinia che si trova attualmente nella città di Stallhofen nello stato di Steiermark, in Austria per un programma scolastico annuale con Intercultura, grazie ad una borsa di studio dell’Associazione. “Sono in Austria da già due mesi e, nonostante ciò, continuo ancora a meravigliarmi di ogni cosa che vedo appena metto piede fuori casa la mattina. Il mio diario di viaggio vanta, quindi, molti momenti memorabili (o almeno per me!).

Potrei parlarvi dell’emozione per la prima presentazione in tedesco davanti alla classe, della prima volta che ho indossato il mio “Dirndl” (abito tradizionale), della prima volta che un’amica mi ha chiesto di uscire e di come sia sorprendente vedere un’amicizia nascere tra persone che non parlano la stessa lingua e probabilmente non si sarebbero mai incontrate se non fosse un po’ per destino, un po’ per fortuna.

Di questo grande puzzle che sta formando la mia esperienza all’estero, ho deciso di raccontarvi una tessera significativa: la prima volta che ho scalato una montagna.

Tanto per dare un’idea, appartengo a quella categoria di persone talmente pigre da guardare la TV spenta se il telecomando è troppo lontano. Potete immaginare quindi la mia faccia quando una domenica mattina la mia mamma ospitante mi ha detto: “Oggi faremo un’escursione in montagna”.

La prima salita per arrivare al punto di partenza mi ha già affaticato e, realizzando che quel puntino lontano è davvero la meta da raggiungere, non sapevo se ridere o piangere. Non alzo mai la testa per evitare di demoralizzarmi durante tutta la scalata, che in alcuni punti richiede di arrampicarci contando solo ed esclusivamente sulla forza delle nostre mani. Ormai sul punto di rinunciare, con i muscoli delle gambe che sembrano cedere, vedo che la mia mamma ospitante si ferma ed io, sollevata all’idea di una pausa, finalmente alzo la testa.

È lì che mi accorgo di avere il mondo proprio sotto i miei piedi perché siamo arrivate, siamo su quel puntino in alto con una vista mozzafiato. Mi emoziono e piango come una bambina, non riesco a smettere di guardare da dove siamo partite e pensare: “ce l’ho fatta”.

Ho deciso di scegliere questo tra tanti momenti perché, quella volta, non è stata solo l’Austria a sorprendermi, ma io stessa a farlo.

E credo che il senso di questo viaggio sia tutto qui: lasciamo che un altro posto nel mondo ci cambi, ci dimostri che i nostri limiti non sono poi così invalicabili, su quante cose ci eravamo sbagliati, quanto sappiamo essere forti e cavarcela, che ci dia la possibilità di scoprirci, scoprendolo. Non dobbiamo essere mai chiusi allo sperimentare, tentare, al cambiamento, a ciò che ci spaventa, e, perché no, a volte anche a cadere.”

Maria Paola dimostra, nel suo racconto, di essere nel pieno processo dello sviluppo della competenza interculturale, la capacità di comunicare e comportarsi in modo efficace e appropriato quando si interagisce con una persona o un gruppo di persone che si percepisce aventi background culturali diversi. Questa capacità si basa su alcune attitudini (ad es., curiosità, rispetto, apertura mentale), conoscenze (ad es., autoconsapevolezza culturale, conoscenze storiche, religiose, politiche, linguistiche, etc.) e abilità (come il pensiero critico). Questi tre componenti mobilitati e orchestrati assieme determinano lo sviluppo di effetti interiori come lo sviluppo di flessibilità, capacità di adattamento, visione etnorelativa ed empatia, ed effetti esteriori ovverosia il comunicare e comportarsi in modo appropriato durante un’interazione interculturale.

E se Maria Paola sta mettendo alla prova sé stessa, un’altra adolescente ha deciso di tralasciare il suo essere introverso per fare nuove amicizie. La 17enne di Bolsena, Giada Possenti, racconta: “Con l’inizio della scuola tutto è migliorato, ho conosciuto persone della mia età ed ho fatto amicizia, certo ancora non riesco a capire bene le lezioni perché sono in un’altra lingua, ma tutti mi aiutano e mi sto dando un sacco da fare per imparare a parlare ed apprendere l’olandese.

Adoro la scuola, il sistema scolastico è diverso dall’Italia, è stile americano dove puoi scegliere le materie che vuoi seguire, inoltre i professori mi aiutano e non mi danno troppe pressioni. Ho deciso di provare anche nuove materie e mi stanno piacendo molto, come  musica, cultura e nel prossimo periodo inizierò a fare delle lezioni extra di sport e salute. Sono anche entrata in una squadra di pallavolo. Penso che fare sport di squadra aiuti molto a fare delle amicizie, a me è servito molto e sono le prime persone con cui ho stretto amicizia.

Oltre alla scuola ci sono anche le fantastiche attività che organizza AFS Intercultura Olanda. La cosa mi piace, siamo 55 studenti da tutto il mondo, è bello avere amici di cultura e paese diverso, mi piace il fatto di avere amici argentini, brasiliani, francesi, thailandesi etc. Siamo tutti una grande famiglia e siccome l’Olanda non è poi così grande, ci incontriamo quasi tutti i weekend per fare qualcosa insieme e passare il tempo. Una delle attività che mi è piaciuta di più è stata la gita in canoa. Siamo andati vicino Utrecht e dividendoci in squadre siamo stati circa un paio d’ore in canoa lungo i canali in mezzo alla campagna.

Sto iniziando ad ambientarmi nel mio nuovo paese ed ad avere una nuova vita per un anno, sono molto contenta di questo e ringrazio AFS Intercultura e i miei genitori soprattutto che mi hanno dato l’occasione di fare questa magnifica esperienza.

Dal 1 dicembre 2019 è possibile iscriversi ai programmi estivi di Intercultura in: USA, Canada, Irlanda, Regno Unito, Spagna, Danimarca, Russia, Argentina, Cina, India e Tunisia anche concorrendo a una borsa di studio sponsorizzata.  Programma, costi, durata e scadenza delle iscrizioni all’indirizzo: www.intercultura.it/programmi-estivi

I volontari di Intercultura sono disponibili a dare tutte le informazioni agli interessati: contattare la Responsabile dei programmi di studio all’estero del Centro locale di Civitavecchia, Cristiana Tombesi, al numero 393 9624618 e di Viterbo, Giampaola Pala, al numero 347 9821027.