VITERBO – “In questi giorni, sui giornali locali, si fa un gran parlare della diatriba tra Comune e le cosiddette “Terme dei Papi” per l’avviso pubblico per la subconcessione mineraria per lo sfruttamento del giacimento di acque termominerarie denominato “pozzetto terme dei papi”.

Recuperare le ex terme INPS significherebbe riportare in città centinaia di posti di lavoro, così come era in passato. L’acqua termale, non dimentichiamolo, è il tesoro di tutti i cittadini. Pur non volendo essere di parte, alcune riflessioni sono d’obbligo: le ex terme INPS comprendono una superficie di circa sette ettari, di gran lunga superiore a quella delle terme dei papi, per cui gli imprenditori che vorranno partecipare al bando europeo, presentando progetti che prevedano più piscine (sperando che almeno una venga resa accessibile ai viterbesi con costi abbordabili per chiunque) e il recupero dell’immenso stabilimento per le cure, si troveranno a disporre di soli 10 litri di acqua.

Attualmente lo stabilimento confinante Terme dei Papi, di dimensioni molto più contenute, dispone di 22 litri di acqua al secondo ed anzi esige un ulteriore aumento della portata ad almeno 33 litri al secondo, così come riportato dalla stampa locale.

L’avviso pubblico per la subconcessione mineraria prevede sempre 22 litri al secondo.

Qual è il motivo di tale disparità? Aspettiamo fiduciosi che qualcuno ci risponda. A queste condizioni ci saranno imprenditori disposti ad investire? Quale sarà allora il destino di un complesso termale così grande? Parteciperà un solo operatore per realizzare semplicemente un albergo, in quel caso l’acqua termale non serve, mandando in malora tutte le potenzialità imprenditoriali di quella proprietà? Se così dovesse essere, sarebbe l’ennesima presa in giro per i viterbesi. La sceneggiata continua…”

Franco Marinelli
Associazione Solidarietà Cittadina

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