SORIANO NEL CIMINO – Fabio Menicacci, sindaco di Soriano nel Cimino scrive una lettera aperta alle istituzioni mettendo in evidenza la crisi aziendale della UNO PIU’ e il problema per l’occupazione nella provincia di Viterbo.

«Carissimi,
Credo di non essere io, colui che ha scoperto il momento di crisi occupazionale che il Comprensorio dei Cimini e la Provincia di Viterbo stanno vivendo in questi ultimi anni.

Gli allarmi lanciati dalle forze sindacali sulle drammatiche vicende che hanno interessato l’Alta di Bagnoregio, la Maico di Orte, la Smavit spa di Vitorchiano e le difficoltà di molte piccole e medie imprese del distretto di Civita Castellana; trovano oggi un ulteriore preoccupante allarme sulla tenuta occupazionale della UNO PIU’di Soriano nel Cimino.

Negli ultimi mesi si rincorrevano nuovamente voci, fondate o meno, sulla crisi aziendale che sta investendo la UNO PIU’ l’Azienda fiore all’occhiello del Made in Italy e dell’imprenditoria Viterbese.

Ho avuto occasione di potermi confrontare con le maestranze con le organizzazioni sindacali, con l’Azienda e con la politica locale. Permettetemi di dire che, rimanendo con i piedi ben saldi a terra, è quasi finito il tempo delle possibili analisi ed è giunto il tempo di passare all’agire.

Partecipando all’assemblea dei dipendenti è stata palpabile la preoccupazione della perdita di posti di lavoro ma soprattutto la paura sul futuro dell’Azienda.

Ho avuti modo di poter incontrare il nuovo Direttore Generale della UNO PIU’. Persona squisita e preparata: Fortemente convinto a rilanciare un’azienda ed un marchio considerato in tutto il mondo e che ha fatto la storia dell’arredo da esterno. Anche lui, comunque, per trascorsi lavorativi e per origine uomo saldamente ancorato alle realtà dei fatti.

Io credo che esistano tutti i presupposti per un rilancio dell’attività produttiva non solo di UNO PIU’ ma dell’intera provincia di Viterbo. Occorre che si faccia fronte comune, ognuno per il ruolo e le competenze che competono anche per scongiurare delocalizzazioni pericolose per l’economia del territorio.

Una prima occasione sarà quella della visita del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali l’On.le Claudio Durigon al quale va il mio personale ringraziamento e la speranza di riuscire a cogliere l’attimo.

Credo sia giusto e sacrosanto non parlare solo di procedure di mobilità ma vadano perseguite con fermezza le strade tracciate dai rappresentanti sindacali: dal riconoscimento della provincia di Viterbo fra le aree di crisi complessa (stanno chiudendo le aziende che storicamente hanno fatto l’imprenditoria del territorio e con loro l’attività di indotto e sub commesse che avevano creato. Non possiamo certo attendere che tutte le aziende del viterbese, tra cui molte aziende commerciali scompaiano per attivare procedure di crisi complessa che servono da subito!), alle possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali. Esistono ancora possibilità che vanno analizzate e attivate.
Non dobbiamo dimenticare che dietro la crisi di un’azienda esistono molti drammi famigliari che dobbiamo cercare di arginare o perlomeno ammorbidire.

Infine occorre tener presente che non va perso di vista il punto principale: il rilancio delle Aziende. Rilancio che passa attraverso la serietà degli attori di tutto il processo ma soprattutto sulla coscienza di base che a volte piccoli e grandi sacrifici devono essere il fondamento di futura occupazione.

Rischiando di essere campanilista, nel caso della UNO PIU’, dobbiamo far si che (provando tutte le strade possibili per dimensionare possibili scenari di mobilità) l’Azienda riesca, dopo un processo di ottimizzazione, nuovamente a vendere un “sogno italiano”.

La mia amministrazione, per quanto di competenza, è a disposizione delle maestranze, di tutte le forze politiche, delle Istituzioni e dell’Azienda ed i miei colleghi Sindaci, ne sono sicuro, sono pronti a fare lo stesso».

 

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