«Di comune accordo, noi associazioni universitarie, regolarmente iscritte all’albo delle stesse presso l’Università degli Studi della Tuscia, essendo composte totalmente da studenti, ci sentiamo legittimate a poter dire la nostra opinione riguardo le diverse problematiche legate alla vivibilità della nostra città.

Come è noto per tutta la comunità cittadina, vi sono dei problemi esistenti da moltissimo tempo legati al collegamento tra Viterbo e Roma – capitale fisicamente vicina ma allo stesso modo distante – superabili per un pendolare solo tramite l’affitto di una stanza nel nostro comune d’appartenenza. Esistono delle complicazioni che però ultimamente stanno, a parer nostro, ostacolando la possibilità di crescita della nostra amatissima città.

Parliamo permanenza studentesca di lungo periodo: ci ritroviamo a presentare agli occhi degli ambiziosi studenti durante gli OpenDay dell’UNITUS, ai quali tutte le nostre associazioni partecipano, una realtà cittadina ostica, che non dà la possibilità di poter godere a pieno Viterbo come città che ci impedisce di vivere, nel tempo e nella misura che può avere a disposizione uno studente universitario, la città di Viterbo a 360°, nell’interezza del suo medievale splendore, negando anche alle attività economiche del centro storico la possibilità di poterne trarre benefici.

Successivamente alle ordinanze del Comune di Viterbo legate alla limitazione dell’apertura dei locali siti nel centro storico, frequentati da noi tutti, notiamo un fortissimo impatto negativo relativo all’affluenza che non aiuta né le attività commerciali né gli studenti con permanenza di lungo periodo turismo studentesco. Molte sono state le occasioni in cui le famiglie dei nuovi iscritti ci hanno palesato le loro preoccupazioni in merito alla desolazione che si vive passeggiando per il centro storico nelle ore serali, chiedono se sia sempre così poco frequentato e se vi siano occasioni di ritrovo per gli studenti all’infuori dell’ambito universitario. Le vie della zona in questione persino nei weekend sono sempre meno popolate; siamo davvero più sicuri in una città deserta?! Abbiamo invitato più volte il comune di Viterbo ad instaurare un dialogo con noi, ma tutto ciò non ha mai prodotto alcun risultato.

Riteniamo, quindi, necessaria un’operazione di riqualificazione del centro storico che sarebbe non solo in grado di giovare agli studenti ma anche alla comunità stessa. Di fatto, anche dal punto di vista economico, molteplici sarebbero i benefici che la comunità e le attività locali potrebbero trarre da un eventuale opera di rivitalizzazione della zona in questione, potendo presentare a tutti la sua straordinaria bellezza tra le luci della notte e non solo. Siamo convinti che migliorando l’offerta di questa importante parte di mercato, si avrebbe un potenziale incremento degli iscritti alla nostra Università arricchendo la città sia dal lato economico che culturale, potendo contare su una realtà Universitaria ancora più grande e ricca di scambi.

Viterbo ad oggi non è una città universitaria, ma speriamo e crediamo fermamente possa diventarlo. Per questo noi, associazione universitarie, ci esponiamo in prima linea per portare giovamento alla città di Viterbo».

Così scrivono in una nota le associazioni:
AUSF
ASES
CUT
UniVerso Giovani
Univercity Viterbo