VITERBO – Si è conclusa di recente a Roma la settima edizione di IMUN (Italian Model United Nations), la più grande simulazione di processi diplomatici in lingua inglese organizzata in Italia dall’Associazione United Network, nel più vasto ambito di GCMUN (Global Citizens Model United Nations), simulazioni dell’Assemblea generale ONU da svolgersi nel Quartier Generale delle Nazioni Unite a New York.

Più di 3600 studenti, provenienti da ogni parte dell’Italia e dell’Europa, hanno vestito per cinque giorni i panni di ambasciatori degli Stati membri dell’ O.N.U. per dibattere i temi all’ordine del giorno nell’agenda mondiale, quali la carenza di infrastrutture nei Paesi in via di sviluppo, la crisi politica in Venezuela o i diritti dei bambini con genitori in carcere, per citarne solo alcuni.

Ogni studente è un delegato del Paese assegnato e lo rappresenta all’interno di una specifica commissione delle Nazioni Unite. Nel corso dei lavori persegue due obiettivi fondamentali: esprimere il punto di vista del Paese rappresentato per giungere a soluzioni per esso soddisfacenti; contribuire all’adozione di decisioni che siano considerate giuste ed
equilibrate dalla Comunità Internazionale nel suo insieme o dalla sua larga maggioranza per accrescere il prestigio e la legittimazione goduti dal proprio Stato agli occhi dell’opinione pubblica mondiale.

A tal fine i delegati tengono discorsi, preparano bozze di risoluzioni indirizzate ad altri Stati, negoziano con alleati e avversari, risolvono conflitti, ed imparano a muoversi nel rispetto delle regole di procedura della conferenza. In altre parole, mettono in moto le risorse della cooperazione internazionale per risolvere i problemi mondiali con l’obiettivo di saldare il consenso della comunità internazionale attorno a una risoluzione che adotti soluzioni che realizzino gli interessi del Paese rappresentato.

Il Liceo Scientifico “Paolo Ruffini” di Viterbo aderisce da vari anni a questo progetto, e la simulazione appena conclusa, la mia seconda, è stata indubbiamente la più emozionante. Parlare in pubblico, alzare una “placquard” o anche semplicemente tenere un microfono in mano sono cose a cui uno studente si abitua difficilmente e che ogni volta mi procurano lo stesso intenso stato d’ansia. Non basta saper padroneggiare la lingua inglese, conoscere alla perfezione l’argomento trattato e le posizioni del Paese rappresentato, ma occorre anche assumere comportamenti paragonabili a quelli che un ‘vero’ diplomatico terrebbe nelle stesse circostanze.

Questo comporta in primo luogo due qualità che spesso non possediamo: autocontrollo e capacità di giungere al compromesso. Durante la settimana della simulazione si trascorre gran parte del tempo insieme a persone completamente diverse per cultura ed opinioni ma motivate ed incredibilmente decise ad agire, quindi desiderose quanto noi di imporre le proprie idee. Appare dunque ovvio come il dialogo per il raggiungimento di un accordo
condiviso risulti l’unica soluzione possibile: la moderazione, la diplomazia e la padronanza delle proprie emozioni si configurano come elementi chiave per il successo in un MUN, e contribuiscono alla nostra crescita soprattutto dal punto di vista umano e relazionale, proiettandoci in una dimensione sociale in cui possiamo effettivamente dirci “cittadini”,
consapevoli dei nostri diritti e delle nostre responsabilità e pronti a discutere ed ad impegnarci in prima persona.

Sono fiero e onorato di essere stato parte di un “Committee” straordinario, circondato da persone propositive, appassionate e sempre pronte a battersi per difendere le loro idee, con cui ho avuto confronti verbali sin troppo accesi ma che mi hanno insegnato che spesso esistono più verità, tutte egualmente condivisibili e che nel confronto si può crescere e migliorare, anche dal punto di vista umano.

Non sarei stato in grado di diventare “Best Delegate” di IMUN Roma per il progetto NHSMUN (New York), che si terrà nel mese di marzo, senza la loro forza d’animo, la loro dedizione, il loro cuore, la loro passione e la loro perseveranza e per questo, non posso fare altro che ringraziarli!

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