Elisa Bianchini, USB Viterbo, segnala le parole scritte di getto da un Vigile del fuoco operativo nei giorni dei soccorsi per Amatrice, nel 2016, “poche parole che testimoniano quello che hanno vissuto i soccorritori al fianco delle persone coinvolte dal terremoto e le mancanze ancora oggi istituzionali e politiche”.

Martedì 23 agosto 2016, montiamo di turno notturno, con il solito spirito, battute scherzi per darci conforto uno con l’altro.
Turno di notte abbastanza duro, calcolando che fino alle 03:00 di mattina siamo in giro per gli incendi…. finalmente ci potremmo, forse, riposare un po’…ma alle 03:32 succede qualcosa di inaspettato che ci coglie tutti di sorpresa:
Dapprima non capisco, il letto balla io ero immerso in un sonno profondo…mi squilla il telefono, mia moglie che ha paura la casa ancora si muove, io che cerco di tranquillizzarla…cominciano le prime chiamate al 115, lo sento dalle finestre aperte…la gente scende in strada ed i nostri vicini si raccolgono davanti al nostro cancello, ci chiamano chiedono conforto….il pensiero và ai nostri cari chissà se sarà tutto a posto… dopo poco squilla la “diretta” con la Direzione… bisogna partire per Amatrice, forse ci sono persone sotto ai crolli, forse un palazzo dieci, chissà…dopo un’ora e mezza arriviamo, siamo forse la prima squadra di pompieri da fuori che arriva, la polvere ancora alta, il sole che non è del tutto sorto…le persone che urlano e ci implorano di salvarli…noi per arrivare siamo saltati sopra il ponte che aveva uno scalino quasi impossibile da attraversare…ma le urla già si sentivano…la prima strada a sinistra tra i palazzi venuti giù, e subito ci mettiamo al lavoro…man mano ci rendiamo conto della gravità della situazione….4 piani venuti giù a sandwich, con la gente intrappolata…una mamma che miracolosamente si è salvata, ci guarda fissa perché lì sotto dove siamo noi a scavare ci sono i suoi 2 figli ed il marito… tutta la cronaca che segue la lascio, molti la conoscono…

A tre anni da quella tragedia nessun supporto è stato dato al personale di soccorso, né di tipo psicologico per il superamento dello stress post traumatico né di tipo materiale, mezzi ed attrezzature tenute su solo per la buona volontà nostra…vi chiedo solo una cosa, non presentatevi più con gli abbracci o le belle parole….fate qualcosa per questa società, per i vostri elettori, parenti figli, considerateci come si dovrebbe, dateci gli strumenti per soccorrervi e di poter campare le nostre famiglie con dignità, prendetevi cura dei VIGILI del FUOCO!

Un pompiere