VITERBO – L’ultimo dato statistico riguardante l’amore verso i cani, vede ben il 79% della popolazione italiana a favore ed il restante contro indecisi compresi. Questo non può che mandare in estasi un “animalista esagerato” come me e rallegrare gli animi degli amanti degli animali. Viene da solo che tutte queste persone incrociando per la loro strada un cagnolino, siano fortemente tentate di fermarlo, carezzarlo e riservargli quella frettolosa manciata di coccole quasi impossibili da reprimere. Ecco che, come per incanto, nel 90% dei casi, si incorre in terrificanti e pericolosi errori.

Il cane, amo sottolineare sino allo sfinimento, è un cane, un animale che ha una sua metodologia di conoscenza del tutto particolare lui non ha strette di mano, non ha sorrisi smaglianti, non ha giudizi o pregiudizi sui vestiti, non ha simpatie o antipatie all’incanto, non giudica per solidarietà delle malelingue, insomma NON E’ COME NOI ! Tutti noi nell’approcciare con un cane, di piccola o di grande taglia, compiamo nel 100% dei casi il primo grossolano errore: gli carezziamo la testa!. Il cane, qualunque esso sia, odia essere toccato in testa, specie da sconosciuti, seconda fase, la mano scende dalla nuca alla gola passando per le orecchie e spesso non davanti ai suoi occhi; di male in peggio! Risulta assai facile a questo punto che il cane si scagli contro di voi a denti scoperti senza neanche accennare ad un ringhio premonitore.

Mettiamola all’umana: io umano, incontro una bella signora, o un signore che sia, in primo luogo le carezzo il fondo schiena, posto molto intimo e nascosto al suo sguardo, poi passo senza soluzione di continuità traversando la schiena e le spalle al seno o al petto dell’uomo. Il tutto condito con un sorriso a 32 denti che per il cane equivale ad una disfida medievale all’ultimo sangue. Ora avete una minima idea di quanti errori abbiamo commesso in solo pochi secondi? Cerchiamo adesso invece di organizzare una conoscenza istantanea e veloce ma che possa appagare entrambi: se il cane è a terra, chiniamoci verso di lui con molta lentezza, evitiamo di sorridere e di emettere stridoli gridolini del tipo “bello della zia” o scemenze varie, porgiamo al suo naso lentamente il palmo della nostra mano aperto, lasciamo che lui lo annusi e capisca in parte le nostre benevole intenzioni.

Lasciamo che lui annusi tutte le parti del nostro corpo che riterrà opportune e aspettiamo a quel punto che arretrando da noi la sua lingua passi intorno al suo naso, adesso e solo adesso saremmo in grado di porgere delicatamente la nostra mano sul suo dorso e velocemente anche sul suo capo. Nel caso in cui il cane si trovi al guinzaglio, ricordate sempre che quella scomoda imposizione per lui rappresenta l’impossibilità alla fuga, e quindi una fonte maggiore di paura nei nostri confronti. Se al contrario il cane si trova in braccio, le cose si complicano notevolmente. In questo caso oltre al suo innato bisogno di conoscenza, dovremmo fare i conti anche e soprattutto con la gelosia nei confronti del suo padrone. Qui sotto troverete un pratico schema che illustra le parti sensibili, off-limit e piacevoli del nostro migliore amico.

Leonardo De Angeli