Ci siamo, oggi si vota e domani sapremo tante cose in più su nostro Paese e su chi ci governa ed amministra, ed in particolare, di questo ci siamo interessati a lungo, se il numero dei nostri parlamentari scenderà da 915 a 600, cioè 400 deputati e 315 senatori.

Penso che vincerà il SI’, perché soltanto i più politicizzati nelle ultime settimane hanno spinto una risalita dei NO, aggiungendo alle motivazioni istituzionali e giuridico costituzionali, quelle contro il Movimento 5Stelle ed in particolare contro Giggino Di Maio.

Quest’ultimo aspetto a me pare curioso: è cresciuto nei media e nei social, ma anche nell’umore generale, una sorta di redde rationem nei confronti dei Pentastellati; una diffusa insoddisfazione o peggio cocente delusione per ciò che si allontana sempre di più da ciò che avevano promesso e vagheggiato.

Il Parlamento da aprire come una scatola di tonno per mostrare, come dice il poeta, “di che lagrime grondi e di che sangue”; i roboanti NO alla TAV, alla Società Autostrade, agli oleodotti pugliesi ecc. dimenticati o sbiaditi; la sconfitta della povertà (!), ecc., tanto da prefigurarli facilmente da parte di abili comunicatori, come nuova “casta”.

Così un voto unanime di una classe parlamentare accusata di essere inutile e dannosa, si rovescia proprio in larga parte di essa nel suo contrario, dal SI’ al NO come se niente fosse, confermando guarda un po’, proprio quella percezione di inutilità e danno.

La mossa giusta per depotenziare l’effetto referendum sui 5Stelle sarebbe stata quella di confermare quella quasi unanime volontà del taglio, in modo che una schiacciante vittoria del SI’ appartenesse a tutti.

Invece i Grillostellati ci guadagneranno comunque: se dovesse vincere o quasi il NO si rafforzerebbero le ragioni della loro esistenza e del loro ruolo, in quanto il sistema si mostrerebbe non ancora sconfitto avendo reagito alla grande; se poi Giggino fosse sbalzato via si aprirebbe una nuova fase con Di Battista e Casaleggio che va a sapere che non sia per loro una vera e propria occasione di rimonta.

Se dovesse vincere il SI’ è chiaro che la coerenza di 5S e Fratelli d’Italia verrebbe premiata, in quanto unici (a parte LEU) ad essere stati fermi sulle posizioni iniziali.

Interessante anche quel che è successo altrove: Matteo Salvini dopo che a sorpresa Giancarlo Giorgetti si era espresso per il NO ha dichiarato non senza imbarazzo:” Mica siamo una caserma!”.

Certo infatti la Lega sta diventando un pollaio in cui con due galli a cantare … prima o poi si arriverà ad uno scontro risolutivo.

Invece il pollaio per il PD è la consuetudine, ed i galli finiti in beccheria sono stati in pochi anni una mezza dozzina, ed ancora non è finita: lunedi sapremo.

Francesco Chiucchiurlotto