Il mese di marzo – comunica Aldo Quadrani presidente del Club Enogastronomico Viterbese – vedrà riuniti i Soci del Club per una degustazione introdotta da una parola antica e misteriosa: XOCOATL. Nella lingua Olmeca e Maya indicava, già nel X secolo a.C., una bevanda amara arricchita da spezie, offerta agli dei e bevuta durante i riti sacri dai sacerdoti, dai re e dai dignitari. Era considerata fonte di saggezza ed energia e potente afrodisiaco ed era ricavata dei semi dei frutti di una delicata pianta tropicale, chiamata poi da Linneo “Theobroma”, cibo degli dei, ovvero il Cioccolato.
Venerdì 22 marzo presso il ristorante Il Borgo a Bagnaia, con la partecipazione della Cioccolateria Santori snc di Castiglione in Teverina, lo chef Eugenio Moschiano proporrà uno spartito a base di questa prelibatezza che se ben si sposa con il dolce non disdegna abbinamenti con il salato. La conviviale sarà preceduta da una lezione sul temperaggio del cioccolato, sulla preparazione di cioccolatini e ripieni e sulla creazione dell’Uovo di Pasqua condotta dal Maestro Cioccolatiere Giovanni Solombrino.
Ma la vita di questi semi e la bevanda che ne scaturisce non fu facile e ci volle oltre un secolo per diffondersi in tutta Europa e farsi apprezzare sotto forma di bevanda calda. La polvere ricavata dai semi tostati fu inizialmente trattata dagli Europei come una spezia, destinata quindi ad arricchire i piatti salati dell’alta cucina rinascimentale.
È solo dopo la rivoluzione industriale che alcuni anonimi e geniali maestri di vari paesi europei riuscirono a creare il cioccolato solido che divenne così disponibile per tutti. Nel 1879 il pasticcere Rodolphe Lindt scoprì il “concaggio”, metodo che permise di trasformare la massa sfaldabile, amarognola e sabbiosa nella forma di cioccolato che si fonde al tepore della bocca e delizia il nostro palato.
Una serata all’insegna della curiosità gastronomica per farci coccolare da una barretta di cioccolato.

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