Con il governo Draghi l’Italia si avvia ad uscire rapidamente dalla pandemia, a conquistare in Europa e nel mondo credibilità, a risalire negli indici economici in modo inaspettato, a spendere una massa di euro miliardi tale da trasformarsi in Paese moderno ed agiato.

Ciò in gran parte grazie alla vaccinazione della sua popolazione che ha consentito, come del resto in tutto il mondo che l’ha messa in atto, di salvare vite ed economie.

Ma in Italia ci sono gli Italiani e tra i caratteri nazionali, nel bene e nel male, ci sono forti venature di anarco individualismo, per cui: la cosa pubblica o i beni comuni non sono di “tutti” ma di “nessuno”; l’interesse pubblico si afferma e si ferma al proprio; la libertà è senza limiti o responsabilità nei confronti degli altri; la presunzione di saperne più di ogni autorità costituita di cui si diffida per lontane e storiche ragioni, è ben salda.

Periodicamente tutti questi elementi costitutivi si aggiungono a delle crisi economiche, sociali, politiche e culturali, scatenando reazioni inconsulte, inappropriate o violente.

Da alcuni decenni si è aggiunto a tutto ciò il fenomeno definito “populismo”, più volte qui analizzato e studiato, che si fonda sostanzialmente sull’antagonismo tra popolo ed èlite e sull’intervento salvifico di un demagogo che rende facili e banali le questioni complesse.

La metafora alla base della sceneggiata napoletana calza bene per questo fenomeno: “Isso, Issa e ‘O Malamente”, in cui c’è il buon Capitano o la spavalda Eroina; il Popolo o la Patria in pericolo; i cattivi di volta in volta i demoplutodemocratici, gli ebrei, i migranti, e queste non meglio identificate èlites che complottano per arricchirsi o dominare il mondo.

Si opera poi una distinzione micidiale tra informazione e comunicazione: se devo chiedere di una piazza vado dal vigile urbano; una riparazione vado dal meccanico; una medicina dal farmacista; una cura dal medico; cioè attribuisco una autorità sul mio saper decidere ad altri.

Ma quando comunicazione ed informazione non coincidono e quando in aggiunta, ai miei occhi, il vigile, il meccanico, il farmacista, il medico sono stati a torto o a ragione screditati, il senso di appartenenza civica ad una comunità salta e prevale quell’individualismo di cui sopra.

La comunicazione artefatta, soprattutto nei social media, può manipolare ad arte ed a fini politici il cosiddetto “popolo” attraverso l’efficace meccanismo della percezione reiterata, che si trasforma in senso comune, poi in opinione ed infine in voto.

Grillo Beppe, che se ne intende, ha ben compreso che il movimento No Wax produrrà voti al centro destra che gli liscia il pelo, anche se con il piede in due staffe, e quindi si è dichiarato per i tamponi gratis, contraddicendo così la linea del governo di cui fa parte.

Si evoca il fascismo e anche io penso che non ce ne sia il rischio; ma mi permetto di osservare che i meccanismi in atto, dall’esasperazione della parte più fragile, disagiata e meno protetta dei cittadini; all’indicazione dell’insorgenza e dell’ occupazione fisica dell’avversario-nemico, (la sede CGIL, Palzzo Chigi o Capitol Hill), contengano un potenziale eversivo che come minimo indebolisce o distrugge quelle condizioni positive di cui stiamo godendo: reputazione in Europa, capacità di spesa, ripresa economica.

Particolare curioso: i fenomeni reazionari e fascistoidi si sono sempre mossi invocando: “Ordine per Dio !!”; stavolta al contrario tra blocchi e sommosse: “Disordine per Dio !!”

Francesco Chiucchiurlotto