“Nel nostro paese un sindaco di un comune di 10mila abitanti percepisce un’indennità di circa 2mila euro al mese. A fronte di questo compenso il sindaco, oltre la parte politica e programmatica, ha responsabilità in materia sanitaria, di igiene pubblica, di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Rispondendone in prima persona, sia in sede civile che in quella penale. Davanti a questo quadro, dunque, quanti cittadini consapevoli sarebbero disposti a ricoprire un ruolo così importante e delicato che prevede ad oggi un’indennità così contenuta?” lo ha detto il Consigliere della Regione Lazio, Emiliano Minnucci, commentando la pdl presentata alla Camera dei deputati da Matteo Ricci, Sindaco di Pesaro e Presidente di Legautonomie, e dai parlamentari Claudio Mancini, Serse Soverini e Gian Mario Fragomeli, che prevede una rivisitazione delle indennità degli amministratori locali.

“Fare il sindaco non vuol dire solo indossare orgogliosamente una fascia tricolore. Fare un sindaco vuol dire rappresentare una comunità di cittadini garantendo presenza, ascolto e competenza. Vuol dire mettere in cantiere progetti per la propria comunità, reperire i fondi necessari per realizzarli e rispettare i vincoli imposti dalla normativa. Vuol dire garantire sicurezza e igiene urbana gestendo ogni tipo di emergenza, sia in termini ordinari che straordinari. In quest’ottica – ha concluso Minnucci – la proposta di legge promossa dal presidente di Legautonomie, Matteo Ricci, rappresenta un passo importante a tutela della dignità di ogni amministratore locale che quotidianamente si scontra con i problemi e le esigenze del proprio territorio. Mi auguro che questa pdl venga condivisa da tutte le forze politiche al fine di garantire adeguatamente ai nostri primi cittadini quella dignità che oggi purtroppo non hanno”.

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