In una lettera aperta firmata dal Segretario Vittorio Ricci e invita al Direttore Generale, Dr.ssa Daniela Donetti, al Direttore Amministrativo, Dr.ssa Maria Luisa Velardi, e al Direttore Sanitario, Dr.ssa Antonella Proietti, la Segreteria provinciale F.I.A.L.S. scrive:

«Abbiamo accolto come sindacato Fials, l’appello lanciato su alcuni quotidiani dal sig. Angelo Filippi della Cgil Nazionale, con il quale siamo stati sostanzialmente invitati a rivolgere maggiore attenzione al funzionamento dell’ospedale di Belcolle. Intendiamo precisare che la Fials spesso con critiche costruttive, ha sempre posto particolare interesse alla situazione sanitaria aziendale ed in particolare all’ospedale di Belcolle cercando di non confondere i limiti strutturali e normativi dettati dalle politiche nazionali sulla tutela della salute dei cittadini, con la vera e propria gestione locale delle risorse e degli strumenti messi a disposizione della ASL di Viterbo.

Il fatto descritto dal Sig.Filippi, merita di essere sanzionato qualora venga accertata imperizia o negligenza da parte del medico che ha visitato la signora, alla quale va tutto il nostro rispetto ed il sostegno per il disagio subito, per essersi recata in un altro ospedale dove è stata sottoposta ad un intervento di neurochirurgia.

Eppure, proprio in tale ambito parlando con gli addetti ai lavori, è emerso che nel corso di quest’anno all’ospedale di Belcolle gli interventi di neurochirurgia sono aumentati di oltre il 40% e di oltre il 30% le visite e le prestazioni ambulatoriali, registrando un 20% in più di pazienti che da fuori vengono a farsi operare a Belcolle provenienti cioè da altre ASL.

Ma ciò che ci ha lasciato perplessi e a tratti sconcertati, è l’inserimento di tale episodio, in un contesto di valutazioni tanto sommarie quanto inaccettabili.

Intanto, dire che l’ospedale di Belcolle “rischia seriamente di rimanere un contenitore vuoto” è veramente paradossale, non certamente per i parcheggi sempre stracolmi, ma per la marcata riduzione della mobilità di utenti verso l’esterno che ha registrato tra il 2017 ed il 2018, un abbattimento dei costi di quasi 2 milioni di euro ed una riduzione della mobilità extraregionale per attività ambulatoriali di oltre il 13%.

Ma il sig. Filippi, da buon viterbese è voluto andare oltre sostenendo che a Belcolle, non ci sono “in attività veri cervelli” e questo detto da un sindacalista della CGIL è veramente offensivo per tutti quegli operatori debitamente formati, che quotidianamente con professionalità e dedizione al lavoro usano il proprio “vero cervello” nella cura dei pazienti.

Tra l’altro, gli stessi operatori hanno dimostrato in più occasioni, di saper correggere gli errori e addirittura salvare la vita a tanti pazienti giunti all’ospedale di Belcolle e trattati in modo perlomeno superficiale, da ospedali anche blasonati di altre regioni.

Inoltre, comunicare alla pubblica opinione in modo genericamente allarmante, senza un analisi accurata e distinta dei dati delle singole unità operative ed affermare che presso l’ospedale di Belcolle c’è bisogno di “fior di professionisti con saperi e conoscenze scientifiche acclarate” è equivalente a dire grossolanamente che infermieri, tecnici, ostetriche, biologi, medici ecc, attualmente in servizio, sono professionalmente scarsamente affidabili.

Tali elucubrazioni sono poco rispettose dei lavoratori, gettano discredito sull’ospedale, generano sfiducia e non aiutano ad affrontare i veri problemi che pure ci sono, ma perseguono ben altre finalità».

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email